Sono quindici i magistrati eletti in Parlamento

Un tempo indossavano la toga. Oggi sono deputati e senatori, di tutti gli schieramenti. E in futuro è probabile che facciano dietrofront e tornino ad amministrare la giustizia

Sono ben quindici i magistrati che siedono in Parlamento. Il caso De Magistris, candidato per l'Italia dei valori alle Europee e dunque in aspettativa, tocca un nervo scoperto: la contiguità, anzi l'intercambiabilità, fra potere politico e potere giudiziario. Si sa, il giudice è per definizione imparziale, terzo, come dicono gli esperti; il politico è per forza di cose di parte. Risultato: la navetta che fa la spola fra i Palazzi di giustizia e le Camere è sempre piena. All'andata e al ritorno. Vi sono magistrati che entrano in politica e poi, dopo alcuni anni di militanza, come se niente fosse, tornano ad indossare la toga. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino è stato perentorio: «Ci vorrebbe un divieto al rientro nell'ordine giudiziario». Invece, al momento, le scelte sono personali e discrezionali. Vi sono casi clamorosi di ritorno in magistratura. Per esempio, Pierluigi Onorato che dopo essere stato per 13 anni in Parlamento come indipendente prima nel Pci, poi nel Pds e nei Ds, è tornato nei saloni felpati del Palazzaccio ed è diventato, con decisione unanime del Csm, Presidente di sezione in Cassazione. Oppure Giuseppe Ayala, volto noto anche per le sue apparizioni televisive: magistrato a Palermo negli anni eroici di Falcone e Borsellino, nel '92 si lancia in politica, poi nel 2006 rientra nei ranghi, nella tranquilla e defilata sede dell'Aquila. Ma quanti sono attualmente i magistrati in aspettativa perché eletti in parlamento? La risposta è quindici. Al Senato Caliendo, Centaro, Giuliano e Nitto Palma nel Pdl; Carofiglio, D'Ambrosio, Della Monica, Finocchiar oe Maritati nel Pd. Tra i deputati: Ferranti, Tenaglia, Lo Moro nel Pd; Papa nel Pdl e Di Pietro e Palomba nell'Idv. Per Mancino, gli ex magistrati non dovrebbero più indossare la toga, una volta chiusa la parentesi parlamentare, ma si dovrebbe garantire loro un posto nella Pubblica amministrazione. Luigi De Magistris, intanto, promette: «Non tornerò più in magistratura, anche se non sarò eletto».