«Sono re dell’Eros grazie a Milano»

L’ex fotoreporter Riccardo Schicchi è noto al grande pubblico come l’inventore dell’industria dell’eros in Italia, carriera che l’ha visto lanciare le più famose pornostar italiane. Prima tra tutte Ilona Staller, in arte «Cicciolina», un incontro che diede una svolta alla sua vita non soltanto professionale. Nel 1983 fondò «Diva Futura», agenzia che lanciò nell’empireo dell’eros Barbarella, Baby Pozzi, Edelweiss, Milly D'Abbraccio, Mercedes Ambrus e, più tardi, Eva Henger. Molte di loro hanno cominciato ad esibirsi fin l’inizio dei primi palcoscenici osè di Milano, primo tra tutti, il Teatrino di Milano, frequentato di giorno e di sera da una Milano trasversale composta da studenti, militari e professionisti in trasferta.
Nell’eros globalizzato di oggi, dominato dal web e da grandi fiere come il Mi-sex che inaugura oggi, il tempo dei sipari dorati sembra ormai un ricordo.
«Milano è sempre stata una città aperta all’eros e infatti le prime esperienze italiane di locali erotici in Italia sono nate proprio qui. Il Teatrino di San Babila aveva una posizione strategica, e quindi era frequentato da un pubblico molto vario. C’era anche chi ci arrivava per caso. Un giorno, ricordo, facevamo uno spettacolo con Ilona Staller, e vedemmo che fuori dal locale c’erano anche molti nomi illustri, della Milano “bene”».
Com’è cambiata quindi negli anni la Milano a luci rosse?
«Con la nascita dei privè, gli spettacoli dei teatrini sono diventati superabili, però ora anche i privè hanno fatto il loro tempo e quindi probabilmente si tornerà ad avere degli spettacoli, dei musical e degli spazi più ampi. A Milano ricordo lo “Streep Tease”, locale all’avanguardia in quanto dal palcoscenico passò alla lap dance e dalla lap-dance passò al table-dance. Mode a parte, penso che in realtà in questi anni l’erotismo sia cambiato perché sono cambiati i contesti e gli spazi. Il successo del MiSex ne è un esempio».
Presto nelle sale arriverà un film sulla vita di Moana Pozzi. Un personaggio femminile riproducibile?
«Beh, direi proprio di no. Però è entusiasmante pensare che faremo dei provini, e che cercheremo qualcuna che si avvicini al suo modo di essere e di apparire. In lizza c’è una padovana, Vittoria Risi. Apparirà sul del MiSex.
C’è ancora spazio per nuove icone dell’eros?
«Direi di sì. Ora stiamo lanciando Cherì di Bucarest, Justin che è polacca, Cindy Lucas, tutte possibili nuove star».
A quanto ammonta oggi il mercato del porno?
«Guardi, è totalmente frantumato. Oggi c’è un po’ di crisi perchè siamo nell’epoca del “one to one”, cioè le persone si cercano su internet si incontrano e stabiliscono loro cosa vogliono fare, e se produrre le loro bizzarrie sessuali...»
Qual è il confine che separa il management del porno dallo sfruttamento alla prostituzione?
«Mah, in tutti questi anni ne ho viste di tutti i colori. Ho vissuto i primi night, quando venivano arrestati gli impresari che portavano le prime ragazze clandestine dall’Europa dell’est, ragazze che poi nei night di quel tempo offrivano anche extra e alcune si sposavano i clienti. Con Ilona Staller ci inventammo l’eros nelle discoteche, una vera e propria rivoluzione che sovvertì tutte le regole. Nei locali d’oggi, non solo a Milano, ci sono delle regole ben precise e molti controlli da parte della polizia in borghese. Però, trovo, non ci sia più arte».
Vallettopoli cosa ha significato secondo lei?
«Vallettopoli ha rivelato la vera faccia di molti personaggi…la peggiore è stata quella della droga. Personalmente, mi ritengo una vittima di Vallettopoli: ci venne chiesto uno spettacolo, mentre le intenzioni erano altre. Per fortuna un’intercettazione mi ha scagionato. Oggi comunque una ragazza che entra nel mondo dello spettacolo rischia di essere mercificata continuamente».