«Sono una risorsa»

Nei giorni scorsi a Milano per presentare il suo ultimo libro, intitolato Il profugo, Younis Tawfik, scrittore iracheno residente a Torino dal ’79 (mai più tornato al suo Paese), spiega: «Il profugo è come un naufrago appoggiato a una tavoletta di legno. Il suo porto è la speranza». A Tawfik dispiace che questa speranza sia imbrigliata in Italia in una giungla di leggi che mettono sullo stesso piano immigrati comuni e rifugiati politici: «L’accettazione della domanda di asilo dovrebbe comportare un reale inserimento nella società civile: invece si è lasciati soli, ciascuno al proprio destino». Peccato, perché i profughi possono trasformarsi in una risorsa: «Persone come me possono lanciare un monito e raccontare che cosa furono dittature come quella di Saddam. La libertà è un valore che vi hanno regalato i vostri nonni: custoditela».