«Sono sexy», «Le assomiglio» Tutte in fila per fare la pornostar

Michele Giordano, autore di un libro sulla star: «Era l’unica attrice porno capace di accavallare le gambe senza essere volgare»

da Milano

Quali caratteristiche deve avere la ragazza che dovrà impersonare Moana Pozzi? Lo chiediamo a Michele Giordano, coautore - insieme a Andrea Di Quarto - del libro Moana e le altre, Gremese editore. «Carisma e un’educazione borghese» risponde. «Moana è stata l’unica attrice porno a saper accavallare le gambe senza esser volgare». Non è un segreto che la bionda pornostar sia nata in una famiglia molto cattolica, padre ingegnere nucleare e madre casalinga. Da ragazza frequenta il liceo scientifico e studia chitarra classica in Conservatorio in quel di Lerma, provincia di Alessandria. A diciotto anni si trasferisce a Roma per frequentare gli ambienti del cinema. «A quel tempo fare l’attrice porno era o un atto rivoluzionario o una scelta di ripiego. Per lei penso sia stato un ripiego. Nel mondo del porno infatti Moana non era considerata un granché. Una volta, mentre era al culmine di una scena di sesso, le suonò il cellulare. Lei fece cenno a un assistente di scena di portarle il cellulare, poi disse al regista di inquadrare diciamo la parte sotto l’ombelico, così che potesse tranquillamente continuare sia a parlare al telefono che a girare». A dispetto di questo però in breve tempo diventò una macchina per far soldi lanciata a tutta velocità. «La leggenda vuole che guadagnasse 100 milioni delle vecchie lire per film, in realtà per ogni film girato se ne realizzavano, rimontati in vario modo, altri venti. «Sarà difficile trovare una ragazza che sappia interpretarla. Ma dipende se per la fiction di Sky Cinema cercano la somiglianza fisica o la personalità. Nel secondo caso consiglierei di fare un casting nei collegi delle suore».