«Sono sicuro: parto alla pari con Lewis»

nostro inviato

a Stoccarda

Heikki Kovalainen ha 26 anni, è finlandese come Hakkinen e Raikkonen, per cui in McLaren gongolano all’idea che possa rinverdire i fasti passati. Se non altro, svelano gli occhi di Ron Dennis e compagnia, se non altro non romperà le scatole ogni settimana come quel diavolo caliente di Alonso. Heikki ha un passato da buon pilota emergente e due picchi: uno bianco e uno nero. Quello bianco quando anni fa, nella corsa dei campioni a Parigi, sconfisse Schumi e Loeb, campioni del mondo F1 e Rally. Quello nero: il cazziatone rimediato dal suo team manager in Renault, lo scorso anno, a Melbourne. Briatore fu durissimo, mancò solo lo scappellotto per i pasticci combinati in gara. Eppure è sopravvissuto e ora siede su una delle quattro vetture più veloci del mondo.
L’anno scorso disse che mai sarebbe andato in un team che non le dà la chance di lottare ad armi pari col compagno?
«Vero. Confermo».
Però Lewis in McLaren ci è cresciuto...
«Almeno all’inizio avrò pari trattamento, avrò le stesse sue possibilità di puntare al mondiale. Poi vedremo come si evolverà l’anno. Dipende anche da me integrarmi al meglio».
Che fa: mette le mani avanti?
«Per nulla: siamo due ragazzi competitivi, e io farò di tutto per batterlo. Non sarà facile, ma ci proverò. In fondo, in pista si può anche combattere, ma poi, a motori spenti, due persone possono riderci sopra. Ciò che conta è che spingendosi l’un l’altro si faccia crescere il team. Ci conosciamo da tanto tempo, dalle serie minori... Certo, all’inizio dovrò impegnarmi più di lui per conoscere la macchina».
Che fa? Rimette le mani avanti?
«No. So che per Melbourne sarò pronto».
Anche in McLaren sono pronti: ad una nuova guerra fratricida.