«Sono solo bugie Dobbiamo essere grati a quei coniugi»

Un’associazione che si occupa di adozioni: «Grazie a loro, svelata un’enorme ipocrisia»

«Siamo con la coppia Giusto e con la bambina: questo caso fa emergere una tragedia umanitaria». Non usa mezze parole, Marco Cappellari, ferrarese, alla testa del Coordinamento nazionale amici dell’adozione, fatto di tanti papà e mamme «aspiranti» che sono pronti a «incatenarsi davanti al Ministero della famiglia». «Il caso di Maria, come quello dei bambini bielorussi in genere, è la punta di un icesberg - dice Cappellari - siamo di fronte al collasso del sistema italiano delle adozioni. Abbiamo 50mila coppie che hanno tutte le carte in regola, ma i governi preferiscono far restare i bambini in istituto e ”prestarli”».
Si rischia il blocco delle adozioni, non solo dei viaggi di salute.
«Queste 500 pratiche di adozione di cui si parla sono già insabbiate da anni. Lo Stato bielorusso ha addossato la responsabilità di tutto alla coppia, di fatto scatenando contro i Giusto la rabbia di altre famiglie: siamo esterrefatti. La realtà è ci sono alcuni Paesi che preferiscono tenersi i bambini abbandonati per farli crescere negli istituti».
I Giusto sono un caso unico?
«Macché. Guardando in faccia queste due persone abbiamo visto uno sguardo triste che conosciamo bene: lo stesso di tanti che abbiamo visto chiedersi perché non si può adottare un bambino solo al mondo che ci ama e che amiamo...».
Molti li condannano però...
«Non è vero. I più sono con loro. Anzi, le dico di più, molti avrebbero voluto avere quel coraggio da leone. La coppia Giusto è un grande campanello d’allarme che, se non ascoltato, porterà tra poco ad averne una al mese di “coppie Giusto”. Non siamo davanti a un raptus, il problema è che non c’è altro modo per far conoscere le proprie ragioni. La realtà?...».
Dica.
«Il sistema adozioni è al collasso: in Italia l’ufficio che se ne occupa è fatto da cinque persone, alcune part-time e le domande sono 50mila, la buona volontà non basta. Il dramma sono i tempi, due, quattro anni in media. Quindi i bambini crescono da soli negli istituti».
Solo in Bielorussia?
«No, in Romania il sistema adozioni è stato chiuso blindando 130mila bambini negli istituti. In Russia sono un milione. Lasciamo perdere l’Asia...».
La vostra soluzione?
«Siamo per la riapertura dei contatti tra governi per una seria programmazione. Se i bambini sono adottabili devono avere subito una famiglia, se non lo sono allora aiutiamoli con progetti umanitari sul posto».\