«Sono soluzioni tampone in attesa dei nuovi metrò»

«Una soluzione unica non esiste e bisogna adottare molte e diverse soluzioni mentre si costruiscono metropolitane e metrotranvie e si potenzia il car sharing elettrico».
Assessore Cattaneo, approva il limite dei 70 all’ora sulle strade provinciali?
«Bisogna ragionare su forme di trasporto pubblico locale, strutturalmente meno inquinanti. Ma in situazioni di emergenza come quelle in cui siamo, certamente è sbagliato restare immobili».
Vuol dire che contro lo smog va bene qualsiasi provvedimento?
«Talvolta si devono cercare strade il cui contributo effettivo va accertato ma che ragionevolmente possono dare una mano a superare l’emergenza. La decisione della Provincia va in questa direzione».
In che modo venti chilometri all’ora in meno possono ridurre l’inquinamento?
«Innanzitutto la velocità inferiore produce meno particolato. Secondo, nelle ore normali e non di punta, determina un flusso più omogeneo: si evita così lo stop and go, che è ciò che genera più inquinamento. Certo non basta. Oggi ho letto che il sindaco di Saronno, dopo una domenica a 30 all’ora, sostiene che l’inquinamento è diminuito. Mi sembra un po’ ottimistico».
I cittadini si aspettano interventi risolutivi. Lei ne ha in mente qualcuno?
«Non è un problema che si risolve con un solo intervento deciso la notte, perché se fosse così lo avremmo già fatto. Riguarda un insieme di misure, ciascuna delle quali, singolarmente presa, dà un contributo minimo. Ma tutte insieme permettono di ottenere il risultato. È come nella cura del cancro».
Paragona lo smog al cancro?
«Abbattere l’inquinamento nei mesi invernali è come per le cure contro il cancro: un vaccino non esiste, si ricorre a tanti interventi che presi insieme danno risultati, a volte introducendo effetti secondari non gradevoli».
Targhe alterne, blocchi, oli combustibili, limiti di velocità, caldaie al rallentatore. I risultati sono adeguati ai mezzi?
«Tutti gli inquinanti si stanno riducendo e anche il PM10. Se anche c’è uno sforamento, è inferiore al passato. E poi tutti questi provvedimenti hanno anche un effetto psicologico».
Quale effetto psicologico?
«Aiutano a sensibilizzare l’opinione pubblica ai comportamenti virtuosi. Ognuno poi può decidere come metterli meglio in pratica nella sua vita quotidiana: abbassare il riscaldamento, non prendere la macchina se non è indispensabile, non accendere i camini e i forni da legna, che immettono nell’aria moltissimo pm10. Forse in passato c’era meno attenzione, forse adesso ce n’è troppa. Lo dico perché bisogna avere un atteggiamento equilibrato: non è un problema da sottovalutare né da sopravvalutare».
Il Codacons ha portato in tribunale la Regione per i filtri antiparticolato.
«Fa parte delle amenità del Codacons. Il Codacons gridava contro le amministrazioni locali per l’immobilismo nella lotta all’inquinamento, oggi dice che è peggio avere i filtri che non averli. Io sono stato a Ispra e ho visto le prove sui filtri, ho visto come escono i filtri dopo essere stati testati. Altre valutazioni più tecniche le lascerei agli scienziati di Ispra o altri luoghi del genere, più che al Codacons. Noi procediamo su indicazioni esperti internazionali e centri scientifici».