"Sono la spagnola che parla al mondo"

Una madrilena doc, prima di sette figli, giornalista per passione, arrivata «con grande sorpresa» alla nomina di vicedirettrice della sala stampa della Santa Sede per volere di Papa Francesco dopo quattro anni di permanenza a Roma. Paloma García Ovejero è nata a Madrid il 12 agosto 1975. Dopo essersi laureata in giornalismo nel 1998 presso l'Università Complutense di Madrid, ottiene un master in Estudios Vascos e la specializzazione in Management strategies and communication alla New York university. Dal 1998 è redattrice e conduttrice della Cadena Cope, la radio dei vescovi spagnoli, con la qualifica di caporedattore. Dal settembre 2012 è corrispondente per l'Italia e per il Vaticano. Il suo primo volo papale ha coinciso con l'ultimo viaggio di Benedetto XVI, in Libano. Poi le dimissioni, il Conclave, l'elezione di Jorge Mario Bergoglio, tutti i viaggi del nuovo Papa, fino alla nomina a numero due della sala stampa della Santa Sede. «Preferisco pensare che il Papa mi abbia scelto per le mie competenze e non per il fatto di essere donna; ho desiderio di lavorare bene e sono cosciente della responsabilità grande a cui sono chiamata».

«Bisogna conoscere molto bene la Chiesa cattolica per poterne parlare - diceva Paloma appena nominata - soprattutto è necessario rispettare la professione e non cadere nella propaganda o nell'autodifesa». Ricorda benissimo quell'8 luglio dello scorso anno quando monsignore Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Santa Sede, la fa venire da lui, chiedendole di diventare vicedirettrice della sala stampa. «Non l'ho nemmeno fatto finire e ho detto subito sì, prima di sapere cosa volesse da me. È stata una sorpresa. All'inizio il Papa mi ha salutato scherzando: "Ah, una gallega in Vaticano", come in Argentina chiamano gli spagnoli. Poi ci ha chiesto equilibrio, fedeltà e chiarezza, anche con lui». Paloma parla inglese, italiano e studia cinese.