«Sono stato solo fortunato. Chi marcherò degli azzurri? Temo Giovinco»

La nuova identità che ti cambia la vita. Jordi Alba non ha dovuto fare carte false per partecipare agli Europei, ma inventarsi un nuovo ruolo. Fino a sei mesi fa il 23enne mancino del Valencia vestiva i panni dell’ala sinistra con un vizio del gol smarrito da troppo tempo. L’avevano presentato come l’erede di Juan Mata, ceduto per questioni di bilancio al Chelsea, ma in campo l’accostamento provocava un diffuso imbarazzo. A gennaio la svolta studiata a tavolino dal tecnico Unai Emery: da ala a terzino Jordi ha storto il naso, ma pur di non perdere la maglia da titolare si è adeguato. Scoprendo nello spazio di appena quattro partite che i principali giornali iberici lo collocavano in cima alle classifiche di rendimento. La sua esplosione non è sfuggita a Del Bosque, alla ricerca di un’alternativa a Capdevila messo in un angolo da una carta d’identità inesorabile.
«Ho avuto la fortuna di trovarmi al posto giusto nel momento giusto - racconta dal ritiro di Gniewino il terzino del Valencia - non so ancora chi dell’Italia mi toccherà marcare, se potessi eviterei Giovinco. Fermare uno così veloce è praticamente impossibile». Con l’infortunio che ha tolto di mezzo Puyol alla vigilia del torneo continentale, Del Bosque è stato costretto a spostare al centro Sergio Ramos, affidando la fascia destra a quell’Arbeloa che avrebbe potuto soffiargli il posto. Un evento fortunato dopo l’altro. Anche perché dopo il torneo con le Furie Rosse Jordi si unirà al Barcellona. Anche lì per giocare da titolare alla luce della prolungata convalescenza di Abidal. Il Valencia proprio in questi giorni sta chiudendo l’accordo con i catalani per una cifra vicina ai 15 milioni di euro. Non male per il mancato erede di Mata che soltanto sei mesi fa pensava di vedersi l’Europeo in tv con gli amici.