«Sono testardi e infaticabili come noi ciclisti»

Per allevare asini, Marzio Bruseghin fatica come un mulo. «Ho due passioni: il ciclismo e gli asini. Grazie al mio lavoro posso coltivare l’altra mia grande passione: lavorare la terra, produrre vino (un ottimo prosecco) e allevare ben 23 asini».
Bruseghin ha chiuso una settimana fa il Giro d’Italia al terzo posto, lui che è nato gregario «e tornerò ad esserlo», assicura il veneto. Milano era in festa e festanti ancor di più i suoi fan, tutti riconoscibili per via di quel cappellino con le orecchie d’asino. «Quella è una trovata della mia fidanzata, Alessia. Un giorno per divertirsi ha fatto a mano un cappello con le orecchie di un asino: lo ha messo in testa e i tifosi, quando lo hanno visto, lo hanno immediatamente adottato».
Alessandra, Alessandro, Bomba, Camilla, Celeste, Dogma, Francesca, Giuliano, Linda, Lello, Pasqualina, Piccola, Piera, Pierina, Romeo, Viola, Teresa: questi alcuni nomi dei suoi asini. «Mio zio aveva un asino – racconta il Bruse - e così ho cominciato ad appassionarmi. Quando ho comprato il terreno a Piadera dove vivo, i vecchi proprietari mi hanno lasciato in eredità alcuni asini e così ha preso vita la grande famiglia che ora vive con noi. Mi piace andare in stalla e accudirli, chiamarli e vederli arrivare. Sono animali tranquilli, docili, che ti trasmettono tranquillità, ti fanno sentire in pace col mondo: sono animali sereni. Chi li conosce vede che hanno qualcosa di diverso dagli altri animali. Non è vero che sono stupidi, hanno la loro personalità e si fanno capire benissimo quando vogliono qualcosa. E poi con i bambini sono stupendi. Il paragone coi ciclisti? Semplice: la caparbietà, la testardaggine. In bici tante volte il corpo dice di no e la testa dice sì. E poi gli asini sono degli instancabili lavoratori: un po’ come noi ciclisti».