«Ma sono gli uffici del Campidoglio che avrebbero dovuto controllare»

Marsilio, An, contro Veltroni: «Perché nessuno gli chiede conto?»

«Come al solito, a seguito dell’operazione giudiziaria che ha portato al sequestro delle licenze taxi irregolari, Veltroni e Calamante recitano la parte dei bravi che lottano contro l’illegalità. Ma la domanda nasce spontanea: chi avrebbe dovuto fare i controlli sulle licenze rilasciate e sulla validità dei requisiti?». È quanto chiede il capogruppo di An in consiglio comunale Marco Marsilio a proposito del sequestro delle 96 licenze taxi. La risposta, Marsilio, se la dà da solo: «A rigor di logica e di legge proprio gli uffici che operano alle dirette dipendenze del sindaco Veltroni e dell’assessore Calamante. Il fatto che pregiudicati con precedenti penali tentino di truffare un’amministrazione non sorprende nessuno. Sorprende, invece, che cento di loro ci riescano con il Comune di Roma, che non è proprio l’ultima delle strutture amministrative. E sorprende che nessuno chieda conto di tutto ciò al sindaco, che si permette anche di salire sul piedistallo». Il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma, componente della commissione Trasporti, chiede invece le dimissioni dell’assessore alla Mobilità Mauro Calamante «Consiglio a tutti coloro che si stanno accanendo contro i tassisti a sostegno della pulizia etnica operata nei confronti della categoria - dice - di leggersi le ordinanze di sequestro delle licenze. È chiara la mistificazione della realtà». Secondo Schiuma «nell’ordinanza si parla di gravi omissioni dell’amministrazione capitolina che nessuno si preoccupa invece di accertare e perseguire». «È scandaloso - prosegue Schiuma - e per questo che chiedo le dimissioni dell’assessore competente, che si preferisca coprire le omissioni di qualcuno con la continua criminalizzazione di una categoria verso la quale si sta facendo da mesi una vera e propria caccia all’uomo». A difendere il Campidoglio ci pensano i consiglieri comunali dell’Ulivo per Veltroni, Eugenio Patanè e Massimiliano Valeriani. «Il capogruppo di An accusa indebitamente il Comune di Roma - sostengono i due consiglieri - sapendo perfettamente che presso gli uffici dell’amministrazione capitolina non sono depositati i casellari giudiziari dei titolari delle licenze di taxi. I requisiti morali, come l’attestazione di non aver commesso reati con pena superiore a due anni di reclusione, vengono depositati presso la Camera di Commercio, alla quale più volte in passato il Comune ha richiesto informazioni relative alla condotta dei titolari delle licenze».