Sonoramente

Per la strage di Capaci hanno fatto almeno undici inchieste, e i processi che hanno inchiodato i capi di Cosa nostra, i corleonesi, sono almeno sei. Giovanni Brusca, nel libro Ho ucciso Giovanni Falcone, ha rivelato i dettagli di un assassinio che la mafia progettava sin dal 1982. Caltanissetta, poi, ha inquisito Berlusconi e Dell'Utri quali «mandanti esterni» della strage: archiviata. La stessa Procura, con la stessa accusa, ha inquisito altre cinque persone legate agli appalti siciliani: archiviata. Caltanissetta, pure, ha inquisito imprenditori e politici che secondo un pentito avevano trescato coi boss prima della strage: archiviata. La Procura di Firenze, a sua volta, aveva indagato su Berlusconi e Dell'Utri sempre come mandanti esterni: archiviata. Stavamo per dimenticare «sistemi criminali», inchiesta palermitana che ipotizzava legami tra mafia, logge segrete, destra eversiva e Lega Nord: archiviata. Ma non serve. Ieri Repubblica ha fatto l'ennesima paginata sui «mandanti» e cioè sul niente, tirando in ballo quella povera donna che è la sorella di Falcone. Ma sono parecchi i giornalisti che ancora favoleggiano sui «mandanti», con ciò ignorando dove la pazienza e il buon senso comune, da un pezzo, ha mandato loro.