Sopra i box giochi e giardinetti: Benedetto Marcello torna verde

Finalmente di parte. A febbraio, infatti, prenderà il via il cantiere per la sistemazione dei giardinetti di via Benedetto Marcello. L’ultimo passo per mettere la parola fine al caso dei box sotterranei per residenti, che da tre anni infiamma la polemica tra cittadini e amministrazione comunale. Entro l’estate però il quartiere potrà tirare un sospiro di sollievo: nel tratto compreso tra via Petrella e via Scarlatti, quello appunto sovrastante l’autosilo sotterraneo, si avrà finalmente un parco giochi attrezzato per bimbi, un giardinetto e molti alberi alla cui ombra rinfrescarsi durante le giornate estive. Alberi e giardini che forse non sono stati mai desiderati tanto dai milanesi.
Soddisfatto l’assessore ai Lavori Pubblici Bruno Simini: «Siamo finalmente riusciti a sbloccare una situazione complicata, che teneva fermo il completamento dei lavori di riqualificazione dei mille box, peraltro in uso già da due anni. Venerdì è stata approvata dalla giunta la delibera con le linee di indirizzo per il progetto definitivo di sistemazione superficiale». Come mai è passato così tanto tempo tra la realizzazione dei box e quella della parte superficiale del parcheggio interrato? «Il problema - spiega Simini - era che il progetto iniziale riguardava solo l’area interessata, cioè una piccola porzione di via Benedetto Marcello, mentre la sovrintendenza per i beni paesaggistici aveva chiesto un progetto complessivo per tutta la via, sottoposta a vincolo monumentale. Sei mesi fa l’assessore all’Arredo Urbano Maurizio Cadeo ha presentato il nuovo progetto che la sovrintendenza ha approvato».
I lavori si concluderanno entro l’estate e costeranno 409mila euro, che saranno coperti interamente dalla ditta che ha costruito i box.
Una storia, quella della lotta di un quartiere, che si è impegnato in manifestazioni, lettere e cortei, l’ultima delle quali risale al febbraio 2008, quando i residenti avevano anche installato un orologio con il «count down» per mettere in evidenza il trascorrere dei giorni, a fronte della situazione di stallo in cui si trovava la via. Non solo, a due passi da corso Buenos Aires, il quartiere si trovava in balia di degrado, sporcizia, spaccio e prostituzione. L’anno scorso erano state raccolte 1200 firme per chiedere a Palazzo Marino un calendario di interventi per contrastare l’illegalità, un presidio fisso della polizia e telecamere anti prostituzione, spaccio e furti.