Alla «Sorbetteria Castiglione» la qualità a portata di mano

Da ormai 13 anni chi desidera vedere all'opera un maestro gelatiere nel proprio laboratorio basta che si rechi a Bologna e ora anche a Milano, presso «La Sorbetteria Castiglione», tempio indiscusso dei buongustai. «Siamo convinti - spiega l'artista del gusto Giacomo Schiavon - di poter offrire un prodotto completamente diverso, perché da noi è prevista la produzione a vista e per ora nessun altro lo fa. Penso che Milano sia in grado di percepire queste differenza e, quindi, d'assaporare il gusto di un prodotto lavorato fresco al momento, neanche in giornata». La Sorbetteria offre il piacere visivo di lavorazioni esclusive e uniche: sono visibili a qualunque ora della giornata la pastorizzazione e la mantecazione del gelato artigianale e, se si allunga un po' lo sguardo, si può ammirare la trasformazione dei pistacchi siciliani e delle nocciole del Piemonte in profumate creme fluide o assistere alla cottura della cioccolata in tazza, dei cremosi ripieni delle praline e delle delicatissime creme spalmabili.
«Quando, nel '94, aprimmo a Bologna eravamo alla nostra prima esperienza d'imprenditori - affermano Marina e Giacomo - ma partimmo con il nostro smisurato entusiasmo e così abbiamo provato a costruire l'incontro tra il grosso limite dell'artigiano, ovvero il non riuscire a raccontare a tutti i piccoli segreti e aneddoti del proprio mestiere, e la legittima curiosità del cliente di vedere e conoscere cosa gli viene proposto e servito».
Oggi come allora e anche nella sede di Milano, La Sorbetteria garantisce la produzione a vista continua dall'apertura alla chiusura dei locali e inoltre si è dotata di attrezzature e impianti d'avanguardia per perseguire senza soste la ricerca e lo sviluppo verso la qualità e la salute. «Il nostro primo ingrediente - concludono Marina e Giacomo - è la passione, infatti da noi, in via Madonnina 17 (zona Brera, ndr), non si comprano soltanto i gusti classici, ma anche novità frutto di diversi anni di ricerca per soddisfare il palato dei buongustai più esigenti».