Sorella acqua: dopo il «sì» referendario, l'Anea cerca di riorganizzare il settore

Esperti e operatori a convegno venerdì a Roma (Centro congressi Cavour). Il presidente dell'Anea, Luciano Baggiani: «Gli elettori si sono pronunciati per un forte cambiamento, una frattura profonda con il pensiero finora dominante. Le ripercussioni saranno ampie e durature». Da rivedere norme e tariffe

Ha suscitato il solito vespaio polemico, la sortita personale del ministro Sacconi, tesa a «trovare il modo di rimettere in discussione il referendum sulla gestione privata dell'acqua». Ma si trattava di una speranza non condivisa dall'intero governo, ed è stato un bene non aprire anche quest'altro fronte, che avrebbe potuto causare ritardi e confusione proprio in un momento nel quale gli operatori del settore hanno bisogno di certezze e cercano di riorganizzarsi.
Il risultato del referendum popolare, con 27 milioni di persone per il «sì» all'abrogazione, non può essere sovvertito, né aggirato. Anche se «la vittoria del Sì ha rimesso in discussione l'intero assetto organizzativo dei servizi idrici», come spiega Luciano Baggiani, presidente dell'Anea (Associazione delle Autorità ed Enti di ambito). Baggiani sottolinea che ora è urgente, piuttosto, « una nuova politica nazionale di settore e un nuovo metodo tariffario, per favorire gli investimenti e fornire servizi di qualità al giusto prezzo».
Questa sarà anche la base di partenza per il seminario che l'Anea terrà venerdì prossimo (30 settembre) al centro congressi Conte di Cavour di Roma. Aspetti normativi e disciplina della tariffa, i temi che vedranno riuniti numerosi esperti e operatori del settore. «Gli elettori - sostiene Baggiani - si sono pronunciati per un forte cambiamento: non vogliono che i Comuni siano obbligati ad affidare con gara la gestione dei servizi idrici né, tanto meno, ritengono che l'incentivo a finanziare gli investimenti debba venire dal rendimento degli azionisti. Si tratta di un pronunciamento che traccia una frattura profonda con il pensiero finora dominante. Le ripercussioni saranno ampie e durature».
Al tavolo di discussione saranno seduti l'avvocato Riccardo Farnetani, Luca Geninatti Saté, dell'Università del Piemonte Orientale, che illustrerà la disciplina comunitaria applicabile agli affidamenti dei servizi idrici; Stefano Pozzoli, dell'Università degli Studi di Napoli Parthenope, che si concentrerà sugli obblighi imposti alle società di proprietà degli enti locali; Paolo Peruzzi, direttore dell'«Aato 3» Medio Valdarno, che parlerà dei criteri di determinazione della tariffa alla luce dell'abrogazione del rendimento sul capitale.
«Attendiamo con impazienza - conclude Baggiani - le prossime azioni del Ministro dell'Ambiente in merito alle due questioni più urgenti: i criteri di calcolo della tariffa dopo l'abrogazione del rendimento sul capitale e, soprattutto, la designazione dei componenti dell'Agenzia nazionale, che avrà l'arduo compito di elaborare il nuovo metodo tariffario. Occorre provvedere al più presto e in maniera razionale ed efficace, per poi affrontare gli altri nodi critici del settore».