Le sorelle Cruz lesbo sexy per lanciare il cd del fratello

In Spagna i tre sono famosi come il re e fatturano milioni. Ma molti criticano il loro presenzialismo

Madrid - Pé, Mo ed Edu. La famiglia più famosa di Spagna, dopo quella reale. Sono i Cruz, al cubo, un trittico di sangue che conquista, esaspera e annoia gli spagnoli. Loro sono onnipresenti, moltiplicati per tre nel cinema, in televisione, nella moda e nella musica. Penélope, trentatré anni, attrice, ma anche testimonial di cosmetici, disegnatrice di una linea di moda per Mango, è passata, in meno di quindici anni, dai «prosciutti» di Bigas Luna ai set hollywoodiani con tanto di fidanzati divi e una nomination femminile agli ultimi Oscar dove ha fatto accapigliare Galliano, targato Dior, e Donatella Versace che volevano vestirla. Poi c’è Monica, tre anni in meno, una ballerina di flamenco che voleva fare l’attrice. Quando la scelsero per Paso adelante, una delle serie tv spagnole che in Europa ha avuto più successo di Friends, Mo fece di tutto per staccarsi da quell’ingombrante cognome. Ora arriva anche Eduardo, il fratellino di ventidue anni con tanta voglia di farcela, da solo, ma anche grazie alle sorelle. La scorsa estate ha debuttato nella musica con il suo primo album, Cosas que contar, ritmi leggeri, latini, ammiccanti, già sentiti. Un debole mix tra Enrique Iglesias e Ricky Martin con un disperato bisogno di sostegno per non sparire dalle classifiche. Ecco, allora, che per il video del singolo omonimo accorrono le sorelle più sovraesposte di Spagna. Lo scorso weekend Mtv España ha trasmesso in anteprima il video, dove le due hermanas si concedono senza pudore. Ballano sinuose, giocano con la somiglianza, si mostrano in costume da bagno. Nel video doppiano anche un film porno, prestando al videoclip i loro gemiti famosi, mentre si limano le unghie, leccano voluttuose chupa-chups e molestano il fratellino alle prese con un riff di chitarra. Un’operazione che rischia, però, di essere letta solo in chiave gossip.

L’indigestione è dietro l’angolo. Ci sono già i sintomi. Come quando a marzo, leggendo i commenti dei giornali spagnoli su quante possibilità avesse Pé di vincere l’Oscar per Volver, sorsero i primi dubbi. Premessa. Gli spagnoli sono fermamente convinti che la loro terra possa sfornare il meglio di qualsiasi cosa, dai prosciutti alle attrici. Quindi, considerato che Pé piaciucchia a Hollywood, colleziona divi come Cruise e McConaughey, era normale che la dessero vincente su Meryl Streep ed Helen Mirren. E invece, nessuno in Spagna, a parte i suoi genitori, la considerava all’altezza.

Un chiaro indizio che la sopportazione per Penélope era già in frantumi. «Anche se risulta politicamente scorretto dirlo, non arriva neanche alla suola delle scarpe della Streep», scriveva 20 Minutos. Intanto la sovraesposizione della musa di Almodóvar tracima anche su Mo ed Edu contaminando cinema, moda, tv e musica. I Cruz appaiono ovunque. Tutti assieme fatturano milioni di euro e sono amati e odiati con uguale forza. Il volto di Pé entra nelle case con gli spot dell’Oréal, le ragazzine si vestono e truccano come lei, comprano le sue creazioni di moda disegnate con Mo. Quando persino la principessa Letizia Ortiz ha sfoggiato una loro camicetta al concerto madrileno di Bruce Springsteen, la stampa ha tolto righe alla recensione del Boss per annotare quel dettaglio. Presto vedremo Penélope attrice, regista e produttrice di La regina spagnola di Kapurthala, il film tratto dal romanzo La passione indiana di Javier Moro. Ci sarà anche Mo, forse anche Edu se gli eredi del maharaja non si convinceranno che la spagnola non ne voglia fare un bel polpettone irriguardoso della storia indiana.