Sorelle d’Italia cercano unità disperatamente

Il punto di vista è certamente originale. Abbiamo letto e discusso a lungo del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ma sempre con uno sguardo al passato, a quello che è stato, a ciò che siamo diventati, come nazione, in questo lungo cammino. Al Manzoni, invece, con il debutto dello spettacolo Sorelle d’Italia (sottotitolo da non trascurare: avanspettacolo fondamentalista), si guarda al futuro, a quel che saremo tra cinquant’anni quando l’Italia festeggerà il secondo Centenario della sua Unità. Lo si fa attraverso due interpreti, Isa Danieli e Veronica Pivetti, che ci racconteranno di Nord e Sud, di stereotipi e luoghi comuni, cercando di profetizzare contaminazioni, divisioni, pregiudizi granitici, diversità apparentemente inconciliabili tra queste due realtà del Paese, per svelarci un futuro non così scontato come potrebbe apparire oggigiorno. Lo spettacolo, diretto da Cristina Pezzoli, costruito e confezionato sulle due attrici, svela, sottoforma di acuto divertissement, ma ben distante da ogni forma di retorica, l'importanza dell'unità del nostro Paese. E' proprio la regista che racconta di aver ideato la messinscena ispirandosi al potenziale comico di entrambe le protagoniste: «È come un vestito tagliato a misura della coppia che tra contrasti, pregiudizi e affinità, gioca con le difficoltà di comprensione reciproca, ma anche con il forte senso di appartenenza al Paese, inteso come arricchimento: le differenze diventano così motore di riunificazione». E’ attraverso un fitto percorso musicale che, infatti, si raccontano le divergenze, scoprendo, talvolta, che certe canzoni cantate in milanese hanno evidenti richiami napoletani, o alcune melodie del Nord si intersecano perfettamente con sonorità tipiche del Sud. Insomma, fantastoria d’Italia ma fino ad un certo punto per capire se il brindisi tra Settentrione e Meridione si potrà ancora fare. Per arrivare a dare una risposta al quesito di fondo dell’avanspettacolo fondamentalista, le due attrici si ritroveranno protagoniste di un duello senza esclusione di colpi, pardon di canti, balli e molto altro. Veronica la milanese e Isa la napoletana «boxeranno» sulle note di Nostalgia de Milan, ’O surdato ’nnamurato, O mia bèla Madunina, Santa Lucia luntana, passando al cabaret degli indimenticabili Gufi, confrontandosi da Munastero ’e S.Chiara a Luci S. Siro, fino ad arrivare a una versione milanese di Napul’ è di Pino Daniele e ad una napoletana di Vincenzina di Enzo Jannacci. Come dice Veronica Pivetti «il primo tempo ha più l’aria del telegiornale dove lo scontro tra il mio fondamentalismo e quello di Isa Danieli danno vita ad un vero avanspettacolo in maniera comica». Da non perdere la seconda parte della storia, ambientata in un ipotetico 2061 con Isa che diventerà la Tirolese e Veronica che si trasformerà in Ottomana. «I nostri contrasti - aggiunge Danieli- partoriranno una seconda parte davvero surreale e fantasiosa».