SORELLE MATERASSI La Malfatti zia innamorata

Va in scena al Carcano la rilettura del romanzo più noto di Palazzeschi

Il desiderio di Marina Malfatti è stato quello di riportare alla luce un autore un po' trascurato come Aldo Palazzeschi, realista e al tempo stesso surreale, futurista (anche se non si riconobbe mai del tutto nel movimento di Marinetti) e allegorico, grottesco e moraleggiante.
Per realizzarlo, nei duplici panni di attrice e produttrice, ha fatto cadere la scelta sulle Sorelle Materassi, in scena al Teatro Carcano, uno dei romanzi di maggior fascino dell'autore fiorentino, che per molti rappresenterà un bel tuffo nella memoria al 1972 quando venne trasposto televisivamente in uno storico sceneggiato di Mario Ferrero, interpretato da Ave Ninchi, Rina Morelli, Sarah Ferrati, Nora Ricci e da un giovane e promettente Giuseppe Pambieri.
«In effetti - dice la Malfatti - ho colto l'occasione per mettere in luce un autore, toscano come me, fino ad ora ignorato. Finalmente, ho trovato il cast giusto per rivalutare questo scrittore dotato di grande ironia, surreale e talvolta amaro. Una scelta ben ripagata dal successo di pubblico e di critica che ci ha accompagnato durante la tournée. Sono veramente soddisfatta del risultato; e poi, confido nella possibilità che il pubblico possa andare a rileggere non solo questo bellissimo romanzo ma anche il resto della sua produzione».
Uno stile, quello di Palazzeschi (pseudonimo di Aldo Giurlani), ben incarnato nella scelta, non casuale, alla regia, per questa versione teatrale, di Maurizio Nichetti. «Credo che Nichetti - spiega la protagonista - sia il regista adatto per trasporre sulla scena lo spirito di Palazzeschi. Considero Maurizio un regista capace di esprimere un umorismo fine e raffinato, quasi inglese; un eccezione in un parco popolato di comici così grevi. Tra me, lui e Simona Marchini (che impersona la sorella Carolina Materassi, ndr) si è instaurato un rapporto di simbiosi totale».
Quelle delle due sorelle "ricamatrici in bianco", è, a tutti gli effetti, una bella storia d'amore venata da sentimenti controversi come possono essere la gioia e la malinconia. La vita delle due donne viene sconvolta dall'arrivo del nipote Remo (Massimiliano Davoli), figlio di un'altra sorella. Le due, pian piano, si innamoreranno nascostamente del giovane finendo per concedere tutto al loro erede. Il patrimonio viene così dilapidato, dalle due improvvide zie, tra situazioni che spingono a volte alla risata, altre alla lacrima. Un gioco nel quale la scrittura beffarda di Palazzeschi, qui, in particolare, impegnata in una rilettura grottesca degli impianti narrativi veristi, si coniuga alla perfezione.
«Il romanzo - confida Marina Malfatti - è di grande modernità; le due protagoniste anticipano le donne di oggi. Le Materassi sono due artiste, consapevoli delle loro capacità. Vanno avanti da sole, risollevandosi, con forza e coraggio, anche di fronte all'irrimediabile. Non sono di certo due zuccherine ma certamente realizzate nel loro lavoro e, nonostante l'arrivo dell'angelo terminatore, colui che rappresenta una nuova realtà che le sconvolge, capaci di non andare mai a fondo».
Molto curate sono anche le scenografie, con cassettiere che si spingono fino al soffitto e scale contorte; qualcuno ci ha visto la rappresentazione di un dipinto di Balla. «Grazie a queste scene meravigliose, Nichetti, perfetto per questa messinscena, ha offerto allo spettacolo un taglio surreale ed ironico».
Sorelle Materassi, teatro Carcano, ore 20.30, info 02-55181377, ingresso 32 e 25 euro