Sorelle Modigliani, l’oasi liberty dell’universo donna

Le sorelle Corinna e Olga Modigliani, cugine del celebre Amedeo, sono state pittrici e ceramiste di talento, attive a Roma soprattutto nella stagione a cavallo tra liberty e déco. Dopo anni di silenzio, tornano sulla scena espositiva romana in seguito alla loro riscoperta, avviata nel 2001 da parte del prof. Pier Paolo Pancotto, autore del primo studio monografico interamente dedicato alle due artiste. La mostra che le celebra, «Corinna e Olga Modigliani, l’amour de l’art», ospitata fino all’8 marzo presso la sede del Modigliani Institut in Palazzo Taverna (via di Monte Giordano, 36), mette in evidenza la ricerca della libertà espressiva da parte delle due sorelle, unite nella vita e nel lavoro. Nel loro atelier di via Margutta, al centro della convulsa vita artistica romana, si ricavarono un’«oasi dedicata al segno femminile dell’arte, spazio mentale legato alla loro personale esistenza», scrive nel catalogo Christian Parisot. Corinna (Roma, 1871-1959), autrice di dipinti a olio, pastelli, incisioni e ceramiche, acquisì grande fama soprattutto come ritrattista. Costantemente presente nelle esposizioni del primo Novecento, nel 1914 prese parte a una missione italiana in Crimea per l’osservazione dell’eclissi solare con l’incarico di illustrare il fenomeno. Olga (Roma, 1873-1968) si accostò inizialmente alla pittura per dedicarsi poi alla ceramica. In qualità di ceramista ottenne un notevole successo e fu invitata alla Biennale di Venezia (1912, 1914).
Mentre Corinna era piuttosto intraprendente e amava viaggiare, la più pacata Olga viveva raccolta nella sua casa-laboratorio, insegnando e creando le sue raffinatissime ceramiche policrome. Le due sorelle non si sposarono mai e finirono i loro giorni lontane dall’attività pubblica. Dalle opere in mostra possiamo notare che Corinna guarda alle esperienze degli impressionisti francesi e alle forme liriche del liberty per ricreare una sua autonomia di segni dettati da un’ispirazione tipicamente italiana. Particolarmente attraenti ci appaiono la tela del 1913 «Danzatrice», che evoca sensuali atmosfere orientali, il ritratto a olio della sorella e un ritratto di bambino su terracotta dipinta, oltre ai disegni raffiguranti impressioni di un suo viaggio a Costantinopoli. Olga è attratta dalla natura e dagli animali (bellissimi i leoni raffigurati in due grandi piatti), ma anche dal romanticismo di eleganti figure femminili.
Orario: dal lunedì al venerdì, ore 14-18; ingresso libero.