Sorelle muoiono soffocate nel letto ribaltabile dell’hotel

Le due donne, di origine inglese, sono rimaste intrappolate nel mobile per quattro giorni

Erica Orsini

da Londra

La loro doveva essere una vacanza da ricordare. Piena di sole e mare, di fotografie da mostrare ai nipoti. Invece si è trasformata in un incubo mortale a causa di un letto ribaltabile malfunzionante.
Alice Wardle e Milly Bowman erano sorelle e nonne, entrambe vedove di recente di due uomini che portavano lo stesso nome, Ronnie. Hanno condiviso una fine atroce, morendo soffocate dopo essere rimaste intrappolate per ben quattro giorni nel letto della loro stanza d’albergo, in un appartamento del Club Levante, nella località spagnola di Benidorm. A quanto pare la pesante parte superiore del letto, quella che avrebbe dovuto rimanere saldamente affissa alla parete, si è richiusa sopra le due donne bloccandole in una morsa mortale. Le signore, una di 67 anni, l’altra di 62, entrambe residenti a Gateshead, non sono riuscite in alcun modo a rialzare la cornice del letto. Il complesso alberghiero ha avviato un’inchiesta interna per capire come mai la cornice si sia staccata dalla parete. Una delle ipotesi è che Alice e Milly abbiano effettuato un movimento sbagliato provocando il disastro. L’autopsia ha rivelato che sono morte per asfissia, ma i loro ultimi momenti ossessionano i loro familiari. «È un modo terribile di morire - ha dichiarato Carole Gregory, la figlia della signora Bowman -: è tremendo per noi dover immaginare quanto disperate devono essere state. Erano entrambe due donne robuste, avranno tentato di tutto per liberarsi. Erano terrorizzate? Hanno gridato, cercando aiuto per ore quando nessuno poteva sentirle? Abbiamo bisogno di risposte». Le due signore erano arrivate a Benidorm il 30 luglio scorso ed erano state viste al resort fino al giorno dopo. L’allarme era stato dato da Allison Gibbons, figlia della signora Wardle, che si trovava laggiù in vacanza. La donna era rimasta sorpresa quando le due sorelle erano mancate a un appuntamento. Il giorno dopo si era recata al complesso, ma non aveva visto nessuna delle due. Il 4 agosto aveva chiesto al direttore di forzare la porta. La stanza, si è scoperto in seguito, era rimasta chiusa dall’interno, gli inservienti avevano tentato di entrare senza riuscirvi. E nessuno aveva cercato di sapere che cos’era successo a quelle due signore. «Quando siamo entrati non sono riuscita a vedere né mia madre, né mia zia, perché la parte superiore del letto le copriva completamente. Solamente quando è stata sollevata abbiamo scoperto i loro corpi senza vita». I parenti delle due donne hanno già chiesto a un consulente legale di occuparsi della vicenda. «Non cerchiamo un risarcimento economico - hanno sottolineato -, vogliamo soltanto delle spiegazioni ed essere sicuri che tutto questo non debba mai più ripetersi».