Sori apre la caccia al «preboggion»

Franco Crosiglia

Sarà una giornata all'insegna della più antica arte culinaria ligure: il preboggion. A proporla è il comune di Sori che per domani ha organizzato, nell'ambito del ciclo «Sori Trekking», una passeggiata dal titolo «Cogliendo il preboggion». Tre ore di marcia effettive, su un dislivello di circa 260 metri, nel corso delle quali la guida ambientalista Dorothea Costa insegnerà a riconoscere le erbe spontanee utilizzate per la preparazione di minestre, torte e dei tradizionali pansoti.
Una giornata ricca di storia gastronomica che risale al tempo delle crociate. Il nome preboggion (o prebuggiùn) infatti - che nel ponente ligure chiamano semplicemente erbette e a Levanto gattafin - pare che derivi da Goffredo di Buglione. Era il 1099 e al famoso condottiero crociato di passaggio a Genova venne offerto un piatto a base di erbe raccolte strada facendo. Secondo la tradizione erano stati mandati i ragazzi a selezionare le deliziose piantine apposta «pro Boggion», per il Buglione (ma secondo un'altra versione la raccolta delle preziose piantine sarebbe avvenuta direttamente in Terra Santa da parte di crociati genovesi, e non manca anche chi fa derivare il termine prebuggiùn dal fatto che le verdure vanno bollite). Un piatto tipico della cucina ligure dalle origini antichissime, quindi, ma che oramai in pochi sanno preparare. Impossibili da trovare nei moderni mercati o supermarket, «la scelta e la raccolta di queste piante spontanee è legata non solo al luogo, ma anche alla personale esperienza degli antichi contadini», spiega Viviana Bobbio della Cooperativa Dafne specializzata in guide ambientali. Esperienza che è andata perdendosi, tanto che l'istituto di botanica dell'Università di Genova ha avviato una decina di anni fa un tentativo di classificazione delle erbe che compongono il preboggion. Dalla ricerca è risultato che sul territorio ligure sono 32 le piantine, appartenenti a 13 famiglie, utilizzate per la preparazione del piatto tipico. Di queste, 17 piante appartengono alla famiglia delle Compositae, le cosiddette margherite gialle, molto difficili da distinguere. «Ma questo - rassicurano gli esperti botanici Luigi Minuto e Angela Bisio autori di un libro dedicato alle erbette liguri - non deve preoccupare chi vuole cimentarsi in questa impresa-divertimento perché non esistono piante tossiche che possano essere confuse e raccolte erroneamente». Una buona notizia per quanti domani si metteranno alla ricerca delle erbe dai nomi a dir poco insoliti: Piscialetto, o dente de can, Denti de cuniggio, Bell'ommo, Papavau, Pimpinella, Pren, Radicion sarvego, Rapunzi, Scipuelli, Scixerbua, Spaisina e Talaegua o Rattalaegua. Una ricerca che da Sori proseguirà fino a Pieve ligure attraverso Teriasca.
Il ritrovo, con pranzo al sacco, è alle 8 davanti alla Pro loco di Sori (il costo è di 8 euro, bambini gratis fino a 12 anni). Per prenotare (entro questa mattina) rivolgersi alla Pro loco anche mediante posta elettronica: prolocosori@libero.it.