Soros vede i Sensi: vicino alla Roma Il titolo vola in Borsa

La famiglia conferma: sta trattando la cessione della sua quota (il 67% attraverso Italpetroli) della società giallorossa con il finanziere americano

Roma - Dopo i sussurri le conferme ufficiali. Il finanziere americano George Soros (attraverso i suoi intermediari finanziari) sta trattando l'acquisto della Roma. La fantasia di tifosi e addetti ai lavori vola agli investimenti milionari che promettono i proprietari americani (vedi le inglesi che volano in patria e in Champions League). Ma di mezzo c'è la Borsa e quindi bisogna andare con i piedi di piombo. La famiglia Sensi (indebitata con le banche per 370 milioni di euro con il gruppo Italpetroli, che controlla la società) ha già lasciato intendere che venderebbe agli americani. Soprattutto perché Soros avrebbe già offerto la presidenza onoraria a Franco Sensi, storico patron giallorosso.

Il comunicato La Italpetroli ha confermato l’incontro avvenuto ieri con un potenziale acquirente del suo pacchetto di controllo della As Roma, ma ancora non è stata aperta nessuna procedura formale per la vendita. "Con riferimento alle notizie diffuse dagli organi di stampa in merito alla presenza di rappresentanti di soggetti interessati a rilevare la partecipazione di controllo in A.S. Roma (indirettamente detenuta da Italpetroli con una quota leggermente superiore al 67%), quest’ultima precisa anche su espressa richiesta della Consob che nella giornata di ieri un rappresentante incaricato da Italpetroli ha ricevuto la visita di un rappresentante di un soggetto potenzialmente interessato a rilevare tale partecipazione e nel corso dell’incontro è stato informalmente manifestato un possibile generico interesse all’acquisizione del pacchetto azionario di As Roma".

Dettagli I contatti dunque sono confermati. Ma siamo ai preliminari, anche perché si parla di un'operazione da 250 milioni di euro. Il comunicato continua così: "Nel corso dell’incontro non sono stati definiti i valori economici di un’eventuale operazione, né sono state raggiunte intese di alcun genere in merito ad eventuali passaggi successivi, quali attività di due diligence contabile o legale sulla società, o su possibili successivi incontri". Soprattutto "si conferma, inoltre, che non è stata aperta alcuna procedura di vendita della partecipazione in questione".

In Borsa Il titolo intanto è sospeso a Piazza Affari per eccesso di rialzo sul prezzo di controllo. Il titolo in mano alla Italpetroli è stato congelato per alcuni minuti a causa del maxi-rialzo generato dalla conferma delle trattative tra la società della famiglia Sensi e i rappresentanti del finanziere di origine ungherese. Riammesso, il titolo è stato nuovamente sospeso dopo pochi scambi mentre registrava un rialzo del 12,47% a 1,01.