Il sorpasso della musica sul web Venduti più album on line che cd

Nel 2005 da «iTunes» scaricati 57 milioni di brani in più del 2004

Giuseppe De Bellis

da Milano

È successo: la musica comprata on-line ha superato quella venduta nei negozi. È successo in America tra agosto e settembre. Lo si sa adesso perché i dati erano una valanga e andavano analizzati per bene. Incroci, medie e moltiplicazioni. Il totale delle canzoni scaricate a pagamento da iTunes, il juke box su Internet della Apple, è stato diviso per dodici, ovvero la media dei brani che compongono un cd. È venuto fuori un dato, oggi ancora indisponibile, ma decisamente rilevante: il numero degli album acquistati su Internet è stato maggiore di quello dei compact disc venduti nelle dieci catene di negozi musicali più grandi d’America.
La rincorsa della on-line è un fenomeno che dura da anni e adesso che ha definitivamente messo in crisi i cd, a distanza di 24 anni dall'esordio sui mercati potrebbe farli sparire quasi del tutto come i vecchi long play di vinile. La Apple, nel frattempo, ha trattato con due delle principali major discografiche al mondo per evitare di dover aumentare i prezzi di vendita delle canzoni da iTunes. Gli alti costi di produzione dei cd, presentati nel 1981 per sostituire i dischi in vinile, fanno lievitare i listini tanto da causare una lenta ma continua flessione delle vendite. Ad esempio, sulla base dei dati forniti dalla Recording Industry Association of America (l'associazione delle grandi case discografiche Usa), nel 2004 sono stati venduti 766,9 milioni di compact disc, a fronte dei 942,5 milioni del 2000.
In aggiunta, l'avvio delle nuove e più semplici modalità di riproduzione delle canzoni, come nel caso del player digitale iPod della Apple, ha dato nuova spinta al business della musica online. Lo dimostra il fatto che i colossi della discografia si stanno riposizionando. La Warner Music ha deciso di lanciare il nuovo album dei Sun, un gruppo rocker dell'Ohio, nelle versioni Dvd (con tanto di video), online e vinile, pensando ai dj. Per l'Ifpi, la federazione discografica internazionale, le canzoni vendute online nel primo semestre 2005 sono aumentate di ben 57 milioni di pezzi rispetto allo stesso periodo del 2004, mentre gli ultimi standard tecnologici hanno rafforzato le difese contro il fenomeno del file sharing, della pirateria online, e aumentato la concorrenza tra i singoli operatori.
Gli store online segnano un momento più che positivo: in evidenza Rhapsody di RealNetworks, Napster di Roxio e i negozi misicali di Yahoo e Msn. Il motore di ricerca di Sunnyvale, inoltre, ha presentato, anticipando Google, la possibilità di cercare in modo specifico i file audio. Anche Amazon.com, la più grande libreria del web, ha iniziato a vendere canzoni. Tra i leader del settore, grazie all'ipod, è la Apple che con la piattaforma web iTunes ha superato nei primi due anni e mezzo i 500 milioni di canzoni vendute. La società di Cupertino guidata da Steve Jobs ha ora da risolvere una nuova grana: due delle major musicali hanno chiesto di rivedere gli accordi di vendita, portando al rialzo i prezzi dagli attuali 99 centesimi per canzone ad almeno 1,49 dollari. Per il momento non ci sono riuscite. Sono riuscite, invece, a ridurre i prezzi dei cd del 3,2%. Le vendite sono aumentate del 4%, non abbastanza per combattere l’impeto della musica on-line.