Sorprende i ladri nel deposito dei materiali: anziano muore di infarto per l’arrabbiatura

Stefano Vladovich

Sorprende due ladri nel deposito ma muore d’infarto.
Un furto da pochi euro finito in tragedia, domenica notte, sulla via Nettunense in località Padiglioni, ad Anzio. Vittima Carlo T., 74 anni, da tempo guardiano in un grande magazzino di materiali edili.
L’uomo, che viveva assieme alla famiglia in una casupola adiacente lo «smorzo» (un magazzino per materiali edili), mentre porta da mangiare ai cani da guardia scopre una banda di stranieri intenta a rovistare tra la merce accatastata. Ai due non resta che fuggire ma i militari, accorsi sul posto, bloccano e ammanettano i malviventi (la coppia che si era intrufolata nel cortile e un terzo elemento cha faceva da palo in strada). Nonostante la cattura il poveretto dà in escandescenza urlando come un forsennato contro i balordi. Colto da malore si accascia a terra perdendo conoscenza. Inutile la corsa all’ospedale civico di Anzio: l’anziano è morto durante la notte in sala di rianimazione. Ma com’è andata esattamente? A ricostruire la vicenda gli uomini del nucleo radiomobile e operativo della compagnia di via Guglielmo Marconi.
«Secondo la testimonianza di alcuni vicini - spiega il tenente Memoli della compagnia di Anzio - il gruppetto di ragazzi, tre cittadini moldavi tra i 20 e i 22 anni, si ferma a bordo di una vecchia Opel decappottabile lungo la recinzione del deposito. Mentre uno resta in macchina con il motore acceso, gli altri scavalcano la rete metallica e s’introducono nel cortile».
È buio pesto e per la tramontana non gira anima viva. Carlo apre la porta di casa con un sacchetto pieno di carne e riso. I cani gli vanno incontro scodinzolando. È una scena che l’uomo rivive, puntuale, ogni sera prima di andare a letto per assicurarsi che tutto sia in ordine. Improvvisamente il faccia a faccia con i banditi. Nel frattempo alla sala operativa del 112 arriva la segnalazione: «Ai Padiglioni ci sono dei ladri» la richiesta d’aiuto dei residenti che hanno assistito alla scena. E una pattuglia, in pochi minuti, arriva sul posto. «Alt, fermi o sparo». La frase di rito funziona alla perfezione per bloccare i delinquenti. Tutto sembra andare come da copione. I carabinieri allertano la centrale per avere un’altra macchina e scortare in cella i fermati. Sopraggiunge anche il vecchio custode. L’uomo sbraita e inveisce sui tre teppistelli, i militari lo rassicurano, allontanandolo, che penseranno loro a tutte le formalità di rito.
All’uomo non resta che tornarsene a casa dai propri familiari. Ma lo spavento, la tensione accumula in una manciata di secondi, gli giocano un brutto scherzo. Terribile. Carlo è rosso in viso, barcolla, piega il braccio sinistro verso il cuore, infine crolla sul selciato. O.G. e A.M. di 20 e O.J. di 22 anni, pregiudicati e clandestini, finiscono nel carcere di Velletri con le accuse di tentato furto aggravato e morte come conseguenza di altro reato in concorso.