Sorprendente minisafari tra piazze e aiuole

Prati di lavanda nelle piazze Cadorna e Giovine Italia; ciliegi a Brera e in Sant’Eufemia. Addirittura due folti boschetti di bambù che adornano le aiuole di piazza Virgilio: Milano può riservare più di una sorpresa a chi volesse intraprendere un minisafari del verde in città. Si scoprirebbe che un mucchio di piccole aree, fino a qualche anno fa a rischio degrado, sono state adottate da benemerite imprese dell’industria, del terziario avanzato e del commercio e restituite alla collettività. Oggi sono veri e propri vivai di sorprese botaniche che ingentiliscono la città.
Passando per la piazzetta di Brera ci sono due aiuole. In una vegeta una magnolia, nell’altra sta fiorendo un ciliegio contornato da siepi di fragole e da un piccolo melo. In piazza Sant’Eufemia è stata rimossa una insulsa alberatura di conifere rimpiazzata da una suggestiva quinta verde fatta di ciliegi e arbusti che non nascondono più la chiesa. Nelle aiuole di via Costa, zona Loreto, trovano dimora rose, piante di Berberis rosso e uno dei più begli arbusti di Rhus typhina di tutta Milano. In piazza Conciliazione, crocevia del traffico cittadino, sono stati piantati arbusti di Lonicera e di Potentilla insieme a piantine annuali da fiore che formano un quadro di grande freschezza.
A importare da Buenos Aires l’idea di sollecitare le sponsorizzazioni aziendali per la risistemazione di piccole aree furono, nel 1993, Luigi Lazzaroni (proprio quello dei biscotti) e l’editore Renato Minetto con la creazione della associazione Verde in Comune. Oggi sono oltre centomila i metri quadrati di aiuole adottate da 100 aziende e da altrettanti soggetti tra gruppi condominiali e singoli cittadini. Il costo in manutenzione di queste iniziative supera i 500 mila euro all’anno. Il perché del successo è presto detto: «Anzitutto la spesa – dice Luigi Marzotto Caotorta, coordinatore della associazione – è più che abbordabile: un manifesto pubblicitario dura 15 giorni mentre la sponsorizzazione può durare anni con un costo che va da mille a 5mila euro all’anno. In secondo luogo il ritorno di immagine aziendale è garantito sia dal gradimento incontrato dai milanesi sia dalla collaborazione offerta da Palazzo Marino».
Le aree sono tantissime. Tra quelle più significative per l’impegno profuso figurano il Parco della Guastalla, adiacente al Policlinico (non per nulla l’artefice della risistemazione dei 18 mila metri quadri è l’azienda farmaceutica Bracco) e i giardini di piazza Repubblica, bonificati dalla catena alberghiera Ciga Hotels nel 2002 e per questo premiata dal Comune.
Unico neo riscontrabile in queste iniziative: la riluttanza per le aziende sponsor a spostarsi dal centro cittadino. «Ma ultimamente non mancano aziende – svela Marzotto Caotorta – che cominciano a valutare anche la periferia. Una di esse è Esselunga, che con nove aree gestite (piazzale Lodi, via Ripamonti, via Lorenteggio per elencarne alcune) è l’azienda con il primato di sponsorizzazioni verdi e di senso civico».
E, a proposito di senso civico, dopo 15 anni l’associazione ha un altro progetto nel cassetto: trovare sponsorizzazioni anche per la fornitura e la manutenzione di rastrelliere per biciclette: «Vorremmo interessare al progetto banche – conclude Marzotto Caotorta – uffici pubblici e privati, ristoranti, cinema, parrocchie, università». Il buon esempio, per ora, lo dà il parroco di San Marco: il pirotecnico don Giovanni Marcandalli ha piazzato una rastrelliera proprio sul sagrato della basilica.