A sorpresa Cambio di programma

RomaLa tentazione Berlusconi l’ha avuta: indire una conferenza stampa e spiegare le sue ragioni. All’inizio si è pensato di convocarla in tarda mattinata, alle 12. Poi è stata ventilata l’ipotesi di indirla alle 17 ma anche questa soluzione è stata poi accantonata. Meglio una lettera. «Berlusconi è carico come una molla», conferma chi era presente giovedì notte alla festa di compleanno dell’onorevole Antonio Angelucci, nella splendida villa Sara, un tempo appartenuta a Sophia Loren. Poco spazio alla politica, nonostante fossero presenti anche Francesco Nitto Palma, Angelino Alfano, Denis Verdini, Renata Polverini, Melania Rizzoli e qualche altro deputato del Pdl. Tuttavia, oltre allo stupore per lo show pirotecnico da mille e una notte («Mai visto uno spettacolo così bello») il premier ha assicurato a tutti: «Vedrete che riusciremo a fare la riforma fiscale e quella della giustizia».
Insomma, lo descrivono tutti determinato. Come determinata è la strategia difensiva che inevitabilmente s’intreccia con l’agenda politica del premier. In serata il suo legale Pietro Longo si autorettifica: «Il presidente del Consiglio sarà presente lunedì all’udienza Mills». Niente Usa. Come mai un cambio così repentino di programma? Forse la decisione sta nel fatto che, in ogni caso, sul fronte napoletano Berlusconi ha deciso di non mollare. L’altro avvocato, Niccolò Ghedini (nella foto), spiega: «Noi siamo sempre in attesa di una risposta da parte della Procura di Napoli», e fino a quando non verrà data, Berlusconi non si farà ascoltare. La risposta è sulla possibilità di un incontro alla presenza dei legali. Infatti, lo stesso gip di Napoli ha scritto nell’ordinanza che c’è un collegamento tra l’inchiesta di Napoli e quella di Milano sul caso Ruby. E a Milano il premier è indagato. Ecco perché Berlusconi avrebbe diritto - secondo i legali del premier - all’assistenza dei propri avvocati. A questo punto, definita la strategia della «linea dura» con la Procura, il viaggio a New York può anche saltare. La procura di Napoli sembra non retrocedere dalla sua decisione di sentire il premier come parte lesa e quindi in solitaria. Un braccio di ferro a tutti gli effetti. Poi, la settimana prossima, starà ai magistrati di Napoli decidere se procedere all’accompagnamento coatto, procedura considerata come un vero e proprio atto di guerra seppur macchinosa. La procura infatti dovrebbe farne prima richiesta alla giunta per le autorizzazione a procedere della Camera.