La sorpresa Crescentini: «Io, nuda con Muccino nel film sugli amori snob»

da Roma

«Silvio è così cavilloso che ragioniamo su ogni sfumatura, intorno ad ogni minimo dettaglio. Ma quando torno a casa,distrutta fisicamente e mentalmente, sono felice: ho lavorato proprio bene. E poi, sono anch’io una precisetta». Parla così l’attrice Carolina Crescentini del suo regista Silvio Muccino, il venticinquenne fratello del più celebre Gabriele, ora sul set romano di Parlami d’amore, commedia sentimentale d’esordio per «Muccinino», dove lei, interprete solare di Notte prima degli esami- Oggi, veste i panni eleganti e sexy di Benedetta, «una ragazza corrotta,da feste estreme, che sente come una minaccia la pulizia d’animo di Sasha». A evocare i fantasmi del piacere, in questo film polifonico fin troppo atteso al varco del prossimo San Valentino (produce Cattleya, Aitana Sanchez sarà un’infelice vedova), in prima linea ecco il suo autore esordiente, nel ruolo centrale di Sasha, ventitré anni di sbando e ingenuità, i genitori morti di overdose. Muccino jr., infatti, ha anche scritto, insieme alla sceneggiatrice Carla Vangelista, il romanzo omonimo, da cui è tratto Parlami d’amore (Rizzoli), quattrocento pagine a quattro mani, per un totale di duecentocinquantamila copie e passa, fondate sugli angelici dolori dell’eros. «Ieri abbiamo girato fino alle cinque del mattino la scena difficile di noi, ubriachi tra i tavoli del bar, a Campo de’ Fiori. Per essere padroni della scena, ripresa dall’alba in poi, onde evitare il caldo eccessivo, abbiamo bevuto soltanto acqua minerale», sorride Carolina, ancora per poche ore tranquilla, nella sua casa di Monteverde. Mancano due settimane al fine ciak. «Girare con le calze sintetiche e i tacchi a spillo, rimpannucciata nelle gonne di lana, col golf di cachemire a quaranta all’ombra è estenuante: rischio la rosolia. Se cadremo, non so. Ma adoro il mio personaggio di pariolina altoborghese, così fragile da indossare le maschere dell’arroganza e del cinismo. Maschere posticce, che subito si abbassano, lasciando intravedere, dietro l’ostentazione, l’abbandono». Nell’erigendo cine-evento (assistente alla regia è Martina Veltroni, la figlia maggiore di Walter, Muccino jr. ingaggia una sfida non detta con l’ingombrante fratello arcinoto; il prodotto è confezionato per piacere ai giovani, ormai target sicuro per i produttori nostrani), la Crescentini, quasi un personaggio femminile alla Moravia, si aggira sprezzante, seducente, snob («il look pensato per me dal costumista Maurizio Millenotti è raffinatamente aggressivo e sempre molto femminile»).
E dove, nell’Urbe divenuta set permanente? «In location da favola: a Villa Letizia, splendida dimora patrizia sul Lungotevere delle Armi, già di proprietà della famiglia Fendi, dove la mia Benedetta abita e incontra Sasha, restauratore di pavimenti antichi e mio amico d’infanzia, cresciuto in una comunità di recupero. E a Villa Parisi, a Frascati. Avremo scene di nudo, entrambi. Per me, ora il nudo ha il valore di un passaggio in motorino. Sul set, non gliene frega niente a nessuno: i tecnici pensano alle luci, al suono. Silvio è dimagrito, all’occasione, ma è già tornato alla sua amata carbonara!», commenta l’attrice, che siccome è bionda e ha gli occhi azzurri, viene scambiata per la collega Laura Chiatti, avendo, invece, più l’aria di un’Uma Thurman meno altera. E se nella fiction Gli occhi del cuore (Sky) Carolina faceva Corinna, raccomandata attrice cagna, nella realtà quest’effervescente artista classe 1980 raccoglie i frutti d’un serio lavoro al Centro Sperimentale. «Avevo Giuliano Montaldo come professore.
Il maestro, esigente come Muccino, ma più affabulatore, mi ha appena diretto in San Pietroburgo, nel ruolo della moglie di Dostoievskij. Montaldo è regista che ti lascia più libera, evocando le scene entro cui muoverti. Muccino crea una dinamica di confronto, di work in progress, dove lui sa quello che vuole: è e sarà un regista!», profetizza.
Abbonata al 14 febbraio (data-talismano in cui uscì pure il fortunato Notte prima degli esami-Oggi di Fausto Brizzi), Carolina, la cui star di riferimento è Isabelle Huppert, si smarca con saggezza dalla mangiatoia bassa del filone giovanilistico. «I film per i giovani vanno bene e li interpreto con piacere: l’importante, però, è non autocensurarsi, proponendo solamente questo. Si può osare di più, come dimostra L’aria salata di Crialese, che mi ha commosso. La bellezza, inoltre, passa, il resto no: perciò bisogna farsi il mazzo».
Ne sa qualcosa Davide, il suo fidanzato dj, che ad ogni nuovo film l’aiuta a ripassare il copione. Senza sapere quale donna avrà di fronte.