Sorpresa: Giuda vince il "Vangelo reality"

<em>Famiglia Cristiana</em> lancia un bislacco referendum su Facebook. E resta spiazzato. Si scatena l'effetto &quot;Grande fratello&quot;, in testa i &quot;cattivi&quot;. La Maddalena è seconda. Dal sondaggio erano esclusi Gesù e la Madonna

Quando la notizia arriverà in paradiso, il figlio dirà: «Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno». La storia deve essere andata più o meno così. Famiglia Cristiana, come tutti i giornali, deve far quadrare i conti e di questi tempi l’idea più banale è improvvisare una sorta di reality. Il problema è trovare qualcosa di davvero speciale, gente che cammina sull’acqua, misticismo, grandi folle, un tradimento, qualcuno che rinnega tre volte, magari qualche prostituta pentita. La trama c’è ed è stata scritta circa duemila anni fa (in quattro versioni ufficiali e un po’ di tarocchi).

Il format è perfetto. Ecco a voi il Grande Fratello metafisico: il «vangelity show». Manca solo la diretta dal Golgota. Il venerdì di passione è vicino. La Pasqua è tre giorni dopo. Tutto è compiuto. Quello che Famiglia Cristiana s’inventa è un sondaggio su Facebook, quasi in stile nomination e dintorni, sul «personaggio più simpatico del Vangelo». Non si possono votare Gesù e la Madonna, forse per non cadere nella blasfemia o perché fuori categoria. Tutti gli altri sono in gioco, votate. «Voi chi pensate che io sia?», chiese Cristo agli apostoli. La risposta non è qui. Questo è altro.

È il mistero del Figlio dell’Uomo scomposto, frammentato, messo in un frullatore e servito a cena, in prima serata, con lo stesso menù culturale degli stereotipi tv. E così sia. La classifica, provvisoria, su Facebook è da manuale del casting. I personaggi che funzionano sono il cattivo, la bonona e il borderline, quello un po’ ai confini della realtà. Lo avete già capito. C’è un bacio, trenta denari, la corda di un impiccato, che da quel giorno lontano fanno dire agli uomini: «Perché lo ha fatto?». Il personaggio più simpatico del Vangelo è lui, Giuda. Giuda Iscariota, Giuda il traditore. Giuda che intinge il pane nello stesso piatto del Rabbi. Giuda che va nel sinedrio, Giuda l’esseno che sognava la rivoluzione, Giuda che forza la mano al Messia, perché si ribelli ai romani. E quale giorno è migliore della Pasqua per la rivolta, quando tutti gli ebrei arrivano a Gerusalemme? Giuda che non ha colpa perché tutto era scritto: «Quello che devi fare, fallo in fretta». Giuda che nel suo Vangelo apocrifo, mai riconosciuto dalla Chiesa, fa dire al suo maestro: «Ma tu sarai maggiore tra loro. Poiché sacrificherai l’uomo che mi riveste».

È lui il vincitore, l’apostolo che ha tradito e magari, in questi giorni di quasi Pasqua, assomiglia a una caduta, un paradosso, a una sconfitta. Ma Giuda è il personaggio più forte. È lui che trama. È lui che piano piano si allontana. È lui che soffre i dubbi. È lui che guarda il Rabbi e non lo capisce più. È lui che si pente e soffoca nei sensi di colpa. È, appunto, l’uomo da scrutare. Quello che affascina chi vive di reality show. Cosa farà adesso il cattivo? «Sono forse io?». «No, no è lui. Guarda come intinge». «Lo ha baciato, vedete? Questo significa che lo sta tradendo». Guardate la classifica. Gli apostoli sono quasi tutti dietro. Va bene Pietro, il patriarca, il pescatore di anime, rude e fedele, che quando c’è da difendersi sguaina la spada.

Pietro è quarto e Tommaso, lo scettico (che in tv funziona sempre) settimo. Matteo, il pubblicano, l’esattore sconta forse l’effetto tasse ed è solo sedicesimo. Giovanni ancora peggio. Colpa dell’Apocalisse. È questo il gioco che vuole Famiglia Cristiana? Facciamolo. Loro dicono: votate il personaggio più simpatico e scrivete perché. Non c’è bisogno di spiegare il secondo posto di Maria Maddalena. È peccato e redenzione. È la donna che sta sotto la croce e davanti al Sepolcro. Quando tutti scappano, lei resta. È, anche se i Vangeli non indugiano, bella, bellissima, sensuale. E poi c’è anche l’effetto chiacchiera del Codice da Vinci. Discepola? Moglie? Amante?

Dobbiamo votare anche su questo? È sull’Arcangelo Gabriele che uno dovrebbe interrogarsi a lungo. È terzo. Lui compare all’inizio e dice: «Tu Maria...». Qualche blasfemo potrebbe dire che è una sorta di postino. È il messaggero di Dio. È la rivelazione. È bello, straordinario, affascinante. È un principe degli angeli. Tutto vero. Ma perché lui è terzo e San Giuseppe solo sesto, dietro perfino a Zaccheo? E i Re Magi quindicesimi? Lazzaro, morto e poi risorto, nono e graziato? Il ladrone buono settimo e quello cattivo dimenticato? Che fine ha fatto il Testamento di Tito? Quelli di Famiglia Cristiana devono averlo pensato subito. Il finale di questa storia comincia con una nomination. Gesù o Barabba? Barabba, disse il popolo tv. E Pilato, da buon conduttore, se ne lavò le mani.