Sorpresa: i genovesi vogliono bene al porto

I genovesi amano il porto e lo vorrebbero più forte. Lo rivela, un po’ a sorpresa, l’indagine sul rapporto tra i cittadini e lo scalo voluta e presentata ieri da Confindustria Genova. Innanzi tutto: come viene vissuta dai genovesi la presenza del porto? E qual è il loro rapporto con questa realtà da cui è impossibile prescindere? Sono le domande cui l’associazione degli industriali ha cercato di rispondere, commissionando la ricerca al professor Maurizio Ferrini, sociologo, docente universitario, esperto di ricerche quantitative e qualitative.Il progetto, elaborato dalle agenzie Chiappe Revello e Ace & Flanaghan (che realizzerà anche il nuovo logo «Città porto» del gruppo di aziende portuali di Confindustria Genova) è stato sviluppato in forma di sondaggio su un campione di 600 cittadini genovesi. Il piano era finalizzato all'analisi degli stati d'animo dei residenti in specifiche aree cittadine, selezionate in base alla loro vicinanza con attività portuali che hanno un significativo impatto ambientale (Foce, Porto Antico, Sampierdarena e Pegli-Voltri). Per completare l’osservazione è stato anche intervistato un campione di cittadini residenti in zone fisicamente distanti dal porto e dalle sue attività. «Il quadro complessivo dei risultati appare di grande coerenza e chiarezza», spiega Ferrini, sottolineando come, «a fianco della diffusa aspettativa di interventi tesi a contenere ogni fattore negativo, si avverta anche nella maggioranza della popolazione il bisogno di vedere le attività portuali potenziate in maniera più incisiva». Quasi l'86 per cento dei cittadini interpellati, infatti, si dichiara d'accordo sul fatto che il porto sia la principale fonte di ricchezza e lavoro per Genova, e che necessiti di essere sviluppato ulteriormente. Una percentuale che smentisce certi pregiudizi e luoghi comuni sul rapporto difficile tra città e scalo. Un altro dato significativo: la maggioranza degli intervistati assegna un gradimento altissimo a una delle soluzioni proposte per il futuro del porto, vale a dire la permanenza di ogni attività nello stesso sito, ma a fronte di importanti interventi di ammodernamento. D'altra parte, alcuni fattori creano situazioni effettive di disagio: mentre il problema dei rumori pare toccare in maniera più o meno grave «solo» il 17% dei cittadini, la presenza di polveri inquinanti rappresenta un problema grave per quasi il 30% del campione. Sorprende anche la percezione dell'impegno delle aziende operanti nel porto per contenere i livelli di inquinamento: il 31,5% oscilla tra la percezione dell'impegno profuso e il pensiero che si potrebbe fare di più e meglio. Come sottolinea, comunque, Marco Bisagno, presidente di Confindustria Genova, le aziende si stanno già impegnando in iniziative, «in sinergia con tutti i soggetti pubblici e privati, che possono contribuire a migliorare le relazioni tra città e porto».