Sorpresa Inter: baby e vincente Coutinho-Alvarez, eroi per caso

L’infortunio di Sneijder fa sbocciare i 2 giovani Nerazzurri sbloccati dal gol irregolare di Motta. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/sport/il_milan_riparte_freno_bloccato_arbitro_e... target="_blank">A Firenze il Milan riparte con il freno bloccato da arbitro e palo</a></strong>

Milano - Asciugate lacrime e fazzoletti: vince l’Inter. Notizia che dice poco alla classifica, molto di più alla gente nerazzurra. Stavolta vince con un gol in fuorigioco. A qualcuno scapperà un risolino. Sarebbe ingeneroso ridurre tutto, successo e prestazione, al cattivo occhio di arbitro e guardalinee. Ci sono state due traverse da chieder conto alla bravura del portiere avversario e magari allo stellone. C’è stato il gol raffinato di Coutinho. Altre conclusioni a fronte di una sola del Cagliari. Ma la rete di Thiago Motta (in fuorigioco sulla deviazione-assist di Pazzini) è bastata per avvelenare il post partita. Ballardini ha sbottato.

«Quando si vien a San Siro, gli episodi dubbi vanno sempre a favore della squadra ospitante». In effetti Larrivey si è visto annullare un primo gol proprio sul filo di pochi centimetri di fuorigioco. Ranieri ha ammiccato. «È il primo episodio a nostro favore, per una volta siamo noi a sorridere. Forse Ballardini non ha saputo cosa è successo finora. Magari era all’estero». E ci ha fatto ripiombare nel solito piagnucolìo: Inter che piange anche quando dovrebbe incassare e ringraziare. Per meriti propri e meriti altrui.
Vince l’Inter della gioventù, che fra l’altro dimostra di non essere bruciata. C’è stato un momento in cui erano in campo Jonathan, Ranocchia, Coutinho, Alvarez, eppoi Obi e Faraoni. Con tanto di commento morattiano: «Hanno fatto una buona partita e dato ragione a un certo tipo di politica». In realtà ha vinto l’Inter di quelli che non ci dovevano essere. Coutinho si è tolto la tuta pochi attimi prima di cominciare per il solito infortunio a tradimento di Sneijder. Oggi l’olandese sarà sottoposto a risonanza magnetica: gli è bastato il riscaldamento per andare ko (salta la trasferta di Champions col Trabzonspor). Alvarez è stato fermato per la giacchetta mentre stava salendo in tribuna. Un tempo in panca, la ripresa è diventata il suo regno: niente di speciale ma ha messo piede nelle azioni che valgono, nel gol di Coutinho in particolare (azione di forza, pallone sradicato all’avversario e lancio alla Zidane, perché no?), ha messo peso fisico e qualche accelerazione in più. Segnali per il futuro. Mentre Jonathan avrà forse un passato: per ora è poco più di un parcheggiatore di fascia.

Inter trascinata dall’effervescenza giovanile e dall’esperienza dei soliti noti. Gioco difficoltoso nel primo tempo dove Zarate voleva far tutto e di più, ma andava in tilt al momento dell’ultimo tocco. Squadra un po’ zavorrata dall’incapacità dei centrocampisti di sviluppare velocità. C'era il rischio di restare impigliati nel buon palleggio del Cagliari. Due traverse sono state squilli di individualismo: una giocata da centravanti-killer di Pazzini, la punizione di Zarate. Agazzi è stato portiere ragno nel mettere mano ad addolcire la forza del pallone per farlo sbattere sulla traversa.

Poi ha messo mano anche Ranieri e ci ha preso. Inter rimodellata con una sola punta e due centrocampisti rapidi (Coutinho) o poderosi(Alvarez) sulle fasce: tutti ne hanno tratto vantaggio. Tranne il Cagliari che è andato un po’ sott’acqua: il gol in fuorigioco è stato una mazzata, il raddoppio la fine della storia, il primo gol (irregolare) di Larrivey e il secondo (regolare) sono stati la riedizione di insopprimibili minuti di sofferenza che l’Inter si concede sempre. Ha concluso Moratti: «Oramai lo sappiamo, capita da mille anni. Dovremmo avere imparato, ma quando sei lì soffri, soffri, soffri». E non sembra finita.