Sorpresa: il LAZIO è profeta in patria

Formaggi, salumi, carni, dolci, miele e vini Ecco i templi di dop e igp

Formaggi, salumi, carne, miele, biscotti e vini: il made in Lazio conquista le tavole. Nelle case dei romani e nei menù dei ristoranti. Oltre ai negozi, che sempre più spesso puntano sulla valorizzazione di prodotti tipici laziali per soddisfare la crescente richiesta di «cultura gastronomica» dei consumatori. Sono sempre più numerosi, infatti, i clienti che non si accontentano del buon sapore, ma vogliono conoscere - e valorizzare - le risorse del territorio, anche andando alla ricerca di prodotti di nicchia. Dalle ultime rilevazioni dell’assessorato regionale all’Agricoltura, un laziale su cinque acquisterebbe vini delle terre regionali, uno su tre prodotti ortofrutticoli locali. Se aumenta la domanda, ovviamente, non può che aumentare l'offerta. E viceversa.
Vero e proprio punto di riferimento del settore è l’enoteca regionale Palatium (via Frattina 94; 0669202132), nata con l’intento di valorizzare i prodotti laziali, sia con la vendita che con proposte da gustare in loco. Sui tavoli, olio della Sabina. In menù, la descrizione di ogni piatto e ingrediente, per provenienza ed eccellenze. Accanto alle prelibatezze abituali, appuntamenti speciali all’insegna della cultura del sapore. «Svolgere attività di formazione e promozione della cultura enogastronomica tipica e tradizionale laziale» è solo uno dei progetti di Dol, che già nel nome - Denominazione di origine laziale - manifesta la sua vocazione (via Domenico Panaroli 6; 0624596033). Tra formaggi, salumi, pasta, olio, conserve, vino, miele, legumi e dolci, un’ampia selezione di prodotti tradizionali, doc e igt: si va dal Conciato di San Vittore alla porchetta di Poggio Bustone, dall’olio extravergine di oliva Canino dop alle olive di Gaeta sott’olio, dalle lenticchie di Onano a amaretti di Guarcino e nocciole romane. Formaggi, salumi, e, in questo periodo, le molte pizze tradizionali pasquali si possono trovare da Volpetti a Testaccio (via Marmorata 47; 065742352). Non mancano indirizzi «specializzati». Per amanti del formaggio, l’appuntamento è all’Antica Caciaria Trasteverina, che vanta più prodotti regionali (via San Francesco a Ripa 140; 065812815). Qualità e tradizione della campagna romana si sposano nel marchio Lopez, con pecorino e ricotta, Crema di Roma - caciotta di solo latte di pecora o mista, che può essere speziata con peperoncino, pepe e tartufi - crema BioRoma, cacio romano per eccellenza, e caciotta dei Boschi, con funghi porcini, champignon e tartufo nero (via Boccea 472; 066147551). Chi predilige i salumi troverà interessanti proposte locali all’Antica Norcineria (via della Scrofa 100; 0668801074) e da Focacci (via della Croce 43; 066791228).
Sapori laziali a domicilio con Camar (via M. Martini 76 a Dragona; 065215898). Spesa a casa - la sede operativa è al Car (via Tenuta del Cavaliere 1, Guidonia Montecelio; 0660501201) - pure per la cooperativa BioRegali, che seleziona specialità locali con l’intento di «far riemergere il patrimonio gastronomico antico, schietto e semplice del Lazio, riportando sulle tavole il gusto di prodotti genuini troppo a lungo trascurati».
Si mangia laziale pure al ristorante. Ristretta ma di qualità la scelta di prodotti del territorio da Primo al Pigneto (via del Pigneto 46; 067013827). Marzolina, pecorino di Picinisco, caciotta di Bufala di Amaseno, prosciutti di Guarcino e Bassiano, lenticchie di Onano e ceci reatini sono alcuni degli «ingredienti» usati all’osteria Il Quinto Quarto (via della Farnesina 13; 063338768).