A SORPRESA UN MAMMUCARI TRANQUILLO

Massima solidarietà al Gabibbo, uno dei pochi nella nostra tivù a dover fare gli straordinari anche in estate, quando gran parte dei personaggi si fermano per ferie. Ogni volta che arriva giugno, invece, il Gabibbo è costretto a tirare la carretta e a sobbarcarsi qualche lavoretto extra, in questo caso accanto a Teo Mammucari (che non gli deve essere molto simpatico, perché lo interrompe sempre) per il nuovo programma estivo quotidiano di Antonio Ricci Cultura moderna (Canale 5, ore 20,30). Si tratta di un game show che pare costruito apposta per esaltare il lato beffardo di Antonio Ricci, perché offre 500 mila euro al concorrente - fra i cinque in gara ogni sera - che sia in grado di indovinare il nome del personaggio misterioso nascosto in una cabina. Per indovinare i concorrenti devono prima esibirsi in una «prova di talento» (le virgolette sono d'obbligo, al pari della parola «cultura» continuamente evocata con tono ironico dal duo Mammucari-Gabibbo) in cui si sfidano cantanti, comici, giocolieri, artisti di strada. Terminata l'esibizione, i partecipanti ottengono in dote un certo numero di domande da spendere per cercare di conoscere quante più caratteristiche possibili del personaggio misterioso: sesso, età, professione, particolarità fisiche, legami sentimentali, programmi televisivi eventualmente condotti, reality show cui abbia partecipato, ogni altro genere di notizia che ne permetta una rapida individuazione. Al debutto era Catherine Spaak e nessuno è stato capace di indovinare. Chi ci fosse riuscito si sarebbe portato a casa, con o senza talento, la cifra enorme di 500 mila euro che sembra ormai il target di premio standard di ogni quiz che si rispetti. Strano davvero che fino ad ora, con simili cifre in palio nella maggior parte dei nostri giochi televisivi, non si siano ancora verificate polemiche o peggio ancora scandali legati a particolari favoritismi o piste «agevolate» in occasione delle periodiche vincite di un così alto bottino. Non si sa se rallegrarsene, pensando che il mondo televisivo sia immune da tentazioni di «combine» che in altri campi (ultimo esempio il mondo del calcio) sono deflagrati con grande potenza, o se temere che prima o dopo si debba fare i conti persino con «Quizzopoli». In ogni caso, a fronte di premi così alti, a pensar male si fa peccato ma si rischia andreottianamente di azzeccarci. Meglio comunque tornare al lato più ludico di questo ennesimo programma vacanziero, non senza aver registrato - almeno al debutto - il tono di conduzione più tranquillo e misurato di Teo Mammucari. Nel suo caso, associarne il nome a due termini come tranquillità e misura pare un ossimoro, ma è in fondo giusto che Mammucari tenti di sorprenderci con trovate di questo tipo.