Sorpresa: nella Baistrocchi spunta una donna... vera

«Sarà tutto più bello in piazzetta...», sì perché anche Mario Baistrocchi, storico fondatore della compagnia goliardica, ha una piazza a lui intitolata nei giardini Brignole. È stato proprio questo evento ad ispirare il sempreverde regista Piero Rossi - coadiuvato dal camaleontico primo attore Edoardo Quistelli - nella stesura del nuovo spettacolo in programma al teatro Politeama dal 27 dicembre al 18 gennaio, e al teatro Govi-Genova Bolzaneto dal 23 al 25 gennaio, e dal 30 gennaio al 1 febbraio. «Ho debuttato come studente nel 1956 con Paolo Villaggio - spiega orgoglioso il regista -. E ogni anno ripeto la stessa battuta: faccio quest'anno, e poi la finisco lì. E invece sono ancora qui. Mi sento come l'Abate di Montecristo. La Bai è come una malattia per me. Un'orticaria». «Per la nuova stagione poi sono in programma delle sorprese. Ma non posso dire troppo», aggiunge Rossi. Ma la sorpresa, si legge tra le righe, è sicuramente la presenza di una donna sul palcoscenico, come nel lontano 1912, anno del trionfo di Mario Baistrocchi, dove una gentildonna interpretava ben tre diverse parti. La scenografia della nuova edizione - arrivata a quota novantasei - è imponente e maestosa: Giacomo Rigalza ha arricchito le scene con gli scatti del fotografo Luca Garbati, riuscendo a ricreare l'ambientazione anche della scena esterna, quella ossia nei giardini di Brignole, dove fa la comparsa lo spirito di Mario Baistrocchi, interpretato da Edoardo Quistelli.
«Fra quattro anni la "mitica Bai" festeggerà i cento anni di vita - racconta il primo attore -, perciò questa nuova edizione è stata dedicata alla piazzetta Baistrocchi, come se fosse un grande palcoscenico dal quale l' "Impresario" dirigerà lo spettacolo. Mario infatti, non si limiterà a fare le sue considerazioni sugli attuali componenti della Compagnia da lui fondata, ma addirittura li aiuterà in una sorta di casting. Quest'anno sono davvero tanti i volti nuovi e le matricole... Ci sarà bisogno di scartare ancora qualcuno? E, forse, la mamma di un baistrocchino potrebbe esserne felice dal momento che irrompe in scena piangendo disperata per la scelta del figlio di fare la Bai».
Lo spettacolo passerà poi da un piccolo intervento di Sgarbi a un contenitore televisivo, dove si analizzeranno con ritmo incalzante argomenti dai più futili ai più impegnativi, in un amarcord ubriaco. E tra il ministro Gelmini, Claudia Calamai e un lieve passaggio su Genoa e Samp, si arriverà alla fine del primo tempo con la farsa e l'intervento di Bacco, Tabacco e Venere, i tre fondatori della goliardica. E, a proposito di «cose mai viste», il secondo tempo della Bai comincerà con uno sketch serio: quest'anno Piero Rossi ha voluto infatti che la Compagnia si cimentasse, per la prima volta, con un pezzo estratto dalla tradizione teatrale, scegliendo l’ Opera da 3 soldi» di Bertold Brecht. Quindi si passerà ad un altro «must» della Bai: la gag genovese.
«Lo spettacolo continua ancora. C'è fermento perché un personaggio politico molto in vista si recherà a casa della signora Antinori-Ricasoli in Costa Parodi Delfino. La signora dovrebbe accogliere Berlusconi il quale manda invece il ministro Brunetta, e chissà cosa vi troverà - anticipa Quistelli -. Dobbiamo però dirla tutta. Noi siamo davvero dispiaciuti e delusi dai politici locali. Questi ci hanno traditi - continua -. Burlando ha imparato a menadito tutti i cartelli stradali, e non sbaglia più strada. La Vincenti ha smesso di sfilare. E noi abbiamo dovuto ripiegare sui politici nazionali. Non che manchi il materiale. Anzi. Ma sarebbe stato meglio, giocare in casa».
E dopo il successo del ballo degli alpini della scorsa edizione, quest'anno il balletto sarà invece dedicato ai bersaglieri. Mentre il balletto classico si arricchirà di tante nuove leve che: «sarebbe meglio appendessero le scarpette al chiodo, ancor prima di cominciare» spiegano gli autori.
Finale «esplosivo» con tanto di allerta nazionale per tutti i politici: «sono stati infatti scoperti dai baistrocchini dei dati segreti che verranno rivelati per la prima volta dalle persone più idonee a discutere di tale delicato argomento - proclama ancora il primo attore -. Attenzione massima, perché arrivano i clown». Non mancherà poi a fine serata il tradizionale Can Can. «Guai se non ci fosse» concludono gli autori.
Parte del ricavato degli spettacoli verrà donato all'associazione «Gigi Ghirotti» e una parte verrà invece destinata per la costruzione di un reparto di maternità in un ospedale del Congo.
Le prevendite al Politeama Genovese (telefono 010.887495 o tramite il sistema internet HappyTicket) sono iniziate il 15 dicembre.