Sorpresa: ora il corteo piace anche ai commercianti

Addio panino e thermos: nel fine settimana affari d’oro per negozi e hotel grazie al popolo dei moderati

Andrea Cuomo

C’erano una volta le serrande abbassate, i fumogeni e gli slogan minacciosi. C’erano. Una volta. Oggi megafono e bandiera nuova di pacca, sì, ma anche amatriciana e limoncello. E ci porti il conto, grazie. Sabato scorso il popolo del moderati riunito a piazza San Giovanni non ha solo recapitato un messaggio forte e chiaro al governo di centrosinistra, non ha solo resettato di botto il cliché che vuole l’elettore tipo del centrodestra pantofolaio e individualista - e quello di centrosinistra naturalmente collettivista e stradaiolo. Il 2 dicembre resterà una data storica per la capitale anche perché ha fatto balenare agli occhi piacevolmente sorpresi della città un nuovo modo, più civile, festoso e (perché no?) anche remunerativo di vivere un sabato di corteo. Malaparola che, prima di qualche giorno fa, al romano medio faceva balenare in mente con il fastidio riservato a un eczema le seguenti cose, in ordine sparso: centro inavvicinabile; strade chiuse; trasporti in tilt; capolinea soppressi e linee di bus deviate; negozi chiusi per paura di devastazioni a opera di black blok, no global e altri allegri giovanotti in foia distruttiva. Insomma, un sabato rovinato o quasi sia per i commercianti sia per i cittadini non interessati alle ragioni (si diceva un tempo) della protesta.
Sabato scorso, invece, qualcosa è cambiato. E a parlare non sono le emozioni e i sondaggi, che lasciamo ad altre pagine di questo e altri giornali: sono le nude cifre sciorinate dalla Confesercenti, che parlano di un buon 20 per cento di affari in più per i negozianti e gli albergatori capitolini. Merito solo delle centinaia di migliaia di persone giunti nella capitale a sbraitare contro Prodi ma anche (si sa, la carne è debole...) a mangiare, riposarsi e fare qualche compera prima, durante e soprattutto dopo il bagno di folla di San Giovanni? No, certo. Hanno fatto il resto il bel tempo che ha sorriso a tutti (manifestanti e non) sabato e domenica; e il timido inizio dello shopping natalizio. Ma di sicuro un aiutino da parte dei manifestanti c’è stato. E comunque nessun commerciante ha pensato di chiuder bottega per timore dei manifestanti. Se lo ha fatto, semmai, è stato per prendere parte in prima persona all’evento. E tanta fiducia è stata ripagata: i bar hanno smerciato tutto lo smerciabile, i garage si sono stipati e gli alberghi hanno messo il cartello sold out sulla porta. E sì, lode anche a Veltroni, che non ha remato contro e ha «liberalizzato» la Ztl semplificando le cose.
E allora? Evviva i cortei? Non esageriamo. Ai romani un sabato tranquillo senza elicotteri a volteggiar cupi sulle teste non dispiace affatto. Però è bello che il «day after» di una manifestazione non sia scritto solo nelle pagine di nera. E se qualche nostalgico rimpiangerà il manifestante tutto torpedone, panino con cipolla nella stagnola portato da casa e caffè nel thermos, tutti gli altri sentitamente ringraziano.