La sorpresa resta nel cilindro In ballottaggio Malick e Kitano

Il direttore aveva indicato «The New World» Ora risale la pellicola dell’autore giapponese

da Venezia

C’è? Non c’è? Vai a saperlo. Mercoledì scorso, parlando con noi del Giornale, il direttore della Mostra fa intendere informalmente, ma citando titolo e regista, che The New World di Terrence Malick è il film-sorpresa. Da proiettare venerdì 2 settembre, in Sala Grande, alle sette di pomeriggio. Bel colpo: Malick è uno degli autori più venerati dai cinefili di ogni età e latitudine, sin dai tempi di La rabbia giovane, 1973. Poi vennero I giorni del cielo, 1978, e La sottile linea rossa, 1998. Insomma tre film in trent’anni, lo supera solo il nostro Pontecorvo.
The New World, interpretato dall'irlandese Colin Farrell, l’Alessandro Magno di Stone, è uno dei titoli più ghiotti della stagione (da noi lo distribuirà a Natale la Eagle Picture): perché rielabora la leggendaria storia d’amore tra la principessa indiana Pocahontas e il soldato inglese John Smith nell’America seicentesca popolata dai coloni sbarcati dall’Europa. Un kolossal mistico e avventuroso, fors’anche anche un modo per raccontare la nascita di una nazione piuttosto «meticcia».
La voce si diffonde nell’ambiente, i festivalieri gioiscono. Epperò, col passare dei giorni, la notizia impallidisce. Alla Eagle non sanno niente, Panorama informa che il film non sarà a Venezia «perché non è piaciuto a Müller», lo stesso Müller comincia a nicchiare, pur ribadendo d’averlo molto amato. Magari vuole tenere in caldo la sorpresa. Oppure sta aspettando il sì definitivo dal regista, il quale sarebbe intento a rifinire - da quel maniacale esteta che è - il montaggio finale. Oppure la produttrice New Line ci ha ripensato, preferendo, dati i costi, fare le cose con più calma. Staremo a vedere. Il direttore anticipa che il film in questione «sarà la nuova inedita opera di un grande maestro». Kitano, Malick o nessuno dei due?