Sorpresa, rispuntano i soldi del Terzo valico

Dicono che il merito sia del pressing che alcuni onorevoli invero pedanti quando ci si mettono come Luigi Grillo il senatore di Forza Italia hanno fatto sul presidente della commissione Bilancio Enrico Morando, diessino sì, ma soprattutto alessandrino, ergo più sensibile al tema. Di fatto però, ieri la notizia ha colto di sorpresa anche Gigi l’azzurro: nottetempo come se ne erano andati, sono rispuntati i soldi per il Terzo Valico. Tabella F dell’allegato A al maxiemendamento, quello ultimo-definitivo-immodificabile alla Finanziaria. Trattasi di 15 milioni di euro all’anno per tre anni, 2007, 2008 e 2009, e di altri 165 milioni dal 2010 al 2020. Totale 210 milioni di euro, e cioè gli stessi che il governo Berlusconi aveva stanziato nella Finanziaria 2006 per i cantieri preliminari, tolti i 15 dell’anno che sta per chiudersi.
E adesso la domanda è: il governo Prodi i soldi per il treno veloce li vuole stanziare o non li vuole stanziare? Perché in un primo tempo li aveva confermati, con il ministro alle Infrastrutture Di Pietro, il presidente della Regione Claudio Burlando e il centrosinistra tutto a dire: ovvio che ci siano i soldi, l’opera è fra le priorità del Paese e questo è il segnale della volontà di farla. Poi però il governo ci aveva ripensato, e con un emendamento aveva cancellato non solo i soldi, ma anche ogni riferimento alla tratta di alta velocità Genova Milano. Poche ore e la Tav aveva messo in sicurezza i fori pilota, come dire: tanto non li useremo per un bel po’ di anni. Reazioni? A parte quella violenta del presidente della Camera di Commmercio Paolo Odone e quella scomposta del presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi che avevano gridato al ratto del valico, gli altri, a partire da Burlando, avevano commentato come se nulla fosse accaduto: ovvio togliere i soldi, fino a quando l’opera non partirà davvero è inutile tenerli lì senza utilizzarli, meglio destinarli ad altre priorità, una su tutte, anzi l’unica, la Torino-Milano-Napoli. Un «atto di responsabilità politica» aveva sottolineato il presidente della Regione.
Esilarante soprattutto la prestazione del senatore diessino Graziano Mazzarello. Che quando scomparvero i soldi commentò così al Secolo XIX: «È un caso che non esiste. In assenza di denaro da spendere per tutte le grandi opere annunciate da chi ha guidato il Paese prima di noi, andavano fatte scelte precise. Mi sorprende il clamore esploso intorno a questa vicenda. Si sapeva da tempo che il Terzo valico era un’opera virtuale, per la quale non erano stati previsti finanziamenti reali». E che ieri invece, quando i soldi sono ricomparsi, ha cambiato versione sul Giornale: «Non è che i soldi ci sono di nuovo, è che nessuno li aveva mai tolti». E l’emendamento del governo, e i commenti pro e contro di tutta la Liguria? «Io parlo per me e l’ho sempre detto che i soldi c’erano. L’emendamento del governo non esisteva». Peccato fosse numerato e protocollato, e che a provarne l’esistenza ci sia il fatto che la tabella F di oggi (che stanzia 210 milioni) è diversa dalla tabella di F dell’altro ieri (che stanziava 210 milioni più i 15 del 2006, quindi 225 milioni), ante e post emendamento insomma. Come che sia, forse adesso per coerenza Burlando dovrebbe invitare il governo a cancellare i fondi.