Sorpresa rossa: kaiser Schumacher torna in prima fila

Montreal: solo Button davanti alla Ferrari. Il tedesco: «Posso vincere, non siamo panda». Barrichello parte ultimo. Ma c’è l’incognita delle soste

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Montreal

Il kaiser tedesco ha scelto il caldo di questo Canada atipico per tornare in prima fila, con il secondo tempo, non accadeva dal Bahrein. Uno Schumacher sereno e deciso, che dice «quest’anno non sono mai stato così ottimista», che rivela di non essere per nulla sorpreso, che addirittura, al mattino, si lascia quasi sfottere dai giornalisti tedeschi quando gli domandano previsioni per la qualifica e lui risponde «prima fila» e loro, ridendo, su, Michael, non scherzi, gli ribattono, e lui «prima fila» ripete e se ne va.
A Montreal c’è Button con la Bar-Honda in pole, e anche questo sa di resurrezione dopo la squalifica, dopo i trucchi del serbatoio, «e stavolta spero sia tutto a posto» scherza il playboy inglese. Gli altri, i big, i temibili di questo mondiale duemilaecinque sono tutti dietro. In seconda fila ci sono le due Renault di Alonso e Fisichella, anche se lo spagnolo pare tranquillo, «con la strategia che abbiamo possiamo vincere». Più indietro la McLaren di Montoya, quinto, più indietro ancora Raikkonen, settimo, «colpa delle gomme» dice.
Fatto sta che la resurrezione in qualifica del Cavallino scatena un contrasto di sentimenti, anche di parole. Gli uomini in Rosso, Schumi escluso, si dicono persino «stupiti della posizione, ma non per quanto fatto da noi, bensì dagli altri, è come se fossero andati più piano», dicono. Briatore, che degli altri, dei rivali è il gran capo, arriva addirittura a sostenere: «Spero vincano loro, questo sport ha bisogno di un successo della Ferrari». E la Rossa di rimando: «Noi non siamo dei panda, non abbiamo bisogno di essere protetti dal Wwf».
Per la verità, uno di loro andrebbe protetto, si chiama Barrichello, se non in prima fila avrebbe potuto essere subito dietro. Invece è molto dietro: ultimo. Quasi la Rossa avesse voluto idealmente racchiudere in un grande abbraccio tutta la F1, là davanti il kaiser, là in fondo il brasiliano. Colpa del cambio che l’ha di nuovo tradito, stavolta al termine del giro di lancio. Proprio come accaduto a Schumi durante le libere del mattino. «E non capiamo come mai, tanto più dopo tutti i test fatti», dice il tedesco. Per la verità, il tedesco dice anche altre cose: «Quest’anno Todt ha sempre sostenuto che con la macchina che abbiamo, se solo fossimo riusciti a partire davanti, avremmo lottato per la vittoria... Per cui possiamo vincere. Anche perché qui siamo riusciti a trovare il compromesso giusto, perché le gomme sono molto migliorate sul giro singolo, perché qui si può sorpassare, perché le chance sono poche ma finché la matematica ci conforterà, continuerò a pensare di essere in corsa per il mondiale». E perché la Rossa è un po’ leggera di benzina, ma forse non così tanto come i rivali sperano.