Sorpresa, Sanguinetti elimina Moya

L’italiano mette in imbarazzo Barazzutti che non lo «vede» contro la Spagna

Lea Pericoli

Davide Sanguinetti, giocatore 33enne, esemplare unico di atleta dai capelli brizzolati, in un’era dominata da tennisti bionici, ha eliminato in quattro set Carlos Moya testa di serie n° 31. È accaduto ieri pomeriggio all’Us Open, ultima prova del Grande Slam. È una vittoria meritata, un risultato bellissimo che accogliamo con grande gioia. Davide non ha avuto un primo turno facile perché si è subito trovato di fronte l’australiano Wayne Arthurs. Ha superato la prima sfida per proiettarsi in un sogno, come unico sopravvissuto della pattuglia italiana presente a New York. È vero che Carlos Moya ha un problema alla spalla, come è vero che lo spagnolo è sceso in classifica, tuttavia quando il Bel Carlos ha vinto il primo set per 6-3 tutti erano convinti che non ci sarebbero stati problemi per lui, fino alla fine. Invece Sanguinetti, facendo appello a quel talento che qualche anno fa lo vide protagonista nel torneo di Milano dove mise in fila El Aynaui, Escudè, e Ferrero per proiettarlo verso la vittoria nel successivo torneo di Cracovia, ha sorpreso tutti mettendo probabilmente in imbarazzo il nostro capitano di coppa Davis. Barazzutti prima dell’estate aveva detto che nell’incontro che giocheremo alla fine di settembre a Torre del Greco contro la Spagna le convocazioni erano sicure. Convocazioni che escludevano a priori l’utilizzo di Davide Sanguinetti, tennista buono sul veloce. Ma alla luce della vittoria contro Moya, considerando che Sanguinetti ha buone prospettive di superare anche il prossimo turno contro il thailandese Paradon Srichapan, quindi la possibilità di arrivare agli ottavi, molte cose potrebbero cambiare.
Sanguinetti è un personaggio strano. Un campione che grazie al servizio e all’eccellente rovescio, persino a Wimbledon, ha portato avanti i nostri colori. Parlo purtroppo di un passato tennisticamente remoto. Eppure, erano momenti magici. Momenti da ricordare per chi ama questo gioco. Però Sanguinetti è anche il tennista delle lacrime. L’uomo che va in confusione quando deve colpire con il diritto. È il ragazzo dai capelli brizzolati che la stampa ha inchiodato a Mestre quando ha buttato alle ortiche la salvezza dell’Italia contro il Belgio, in coppa Davis. Al di là del tifo che farò per lui nel prossimo turno, augurandomi che non sia l’ultimo, io voglio credere che nel cuore di questo cavaliere solitario si sia riaccesa una fiammella capace di fargli rivivere, e magari superare, quegli attimi fatali e quelle sfide decisive che hanno segnato molte belle imprese della sua carriera.