Sorpresa, lo smog è diminuito davvero

Stavolta i risultati ci sono. Non eclatanti ma ci sono. Il blocco degli Euro 3 diesel, in corso da mercoledì, ha portato a un reale abbassamento delle polveri sottili nei comuni che hanno applicato il divieto. Un dato nient’affatto scontato. Soprattutto dopo i risultati (praticamente nulli) dell’ultima domenica a piedi. In questi giorni invece le centraline di misurazione delle smog hanno registrato qualche dato positivo, sia a Milano sia nei comuni che hanno applicato il provvedimento, in tutto una quarantina. Per fare qualche esempio, basta controllare i dati registrati a Magenta tra martedì 29 novembre e il primo dicembre. A Magenta si è passati da 94 microgrammi per metro cubo a 79, a Milano la centralina anti smog del Verziere è scesa da 135 microgrammi di concentrazioni di Pm10 a 102. Idem in via Senato, dove sono stati registrati 122 microgrammi martedì scorso e 100 giovedì. Di contro, dando un occhiata ai livelli di inquinamento nei comuni che non hanno aderito al blocco, si rileva un peggioramento dell’aria. A Trezzo le polveri sono impennate da 73 microgrammi a 127 per metro cubo, a Robecchetto si è passato da 98 a 103.
Ovviamente i dati danno parecchie conferme a chi ha voluto il blocco delle auto inquinanti. «Vuol dire che siamo sulla strada giusta» commenta il presidente della Provincia Guido Podestà, che ha raccolto l’adesione di 44 sindaci dell’hinterland nella sua lotta allo smog. «Si tratta di piccoli segnali - aggiunge - ma significa che il metodo della concertazione è giusto. Detto questo, finché non pioverà sarà difficile tornare entro il limite dei 50 microgrammi: c’è un’inversione termica che tiene schiacciate le polveri a terra». In ogni caso, forti dei risultati ottenuti finora, i comuni continueranno a vietare la circolazione degli Euro 3 diesel: i divieti torneranno in vigore da lunedì in avanti. Ieri è stato registrato il 18esimo giorno consecutivo di smog oltre i limiti consentiti dall’Unione Europea. Per risolvere realmente il problema sono tutti consapevoli che non servano solo provvedimenti d’emergenza ma interventi strutturali. Ed è proprio qui che entra in gioco la Regione Lombardia. Il Pirellone ha appena presentato un piano per ripulire l’aria a lunga scadenza: e prevede incentivi per gli impianti e i mezzi industriali. Ma i genitori anti smog non sembrano soddisfatti, tanto che il 29 novembre hanno presentato un ricorso al Tar accusando la Regione si essere «inadempiente».
«La Lombardia è stata la prima Regione in Italia ad adottare un piano sulla qualità dell’aria» replica l’assessore all’Ambiente Marcello Raimondi.