Sorpresa Spalletti: «Volevo una punta»

La rincorsa della Roma riparte da Siena, Toscana. L’ostica regione che ultimamente regala solo amarezze. In trasferte come Firenze, Empoli e Livorno, infatti, Totti (per l’ennesima volta in campo «non al cento per cento», proclama degno di una barzelletta) e compagni hanno lasciato punti preziosi, collezionando pareggi che hanno dilatato il margine con l’Inter. Ma dopo un trend apparentemente invertito, con i due punti recuperati ai nerazzurri, potrebbe essere giunto il momento di sfatare il tabù Toscana. Che, per Spalletti «è solo frutto della casualità».
«Nel calcio si trovano squadre organizzate che stanno vivendo momenti importanti - dice - come il Siena, anche se non sembrerebbe perché nelle ultime tre partite ne ha perse due. Ma ha fatto bene con l’Inter, con il Palermo ha vinto, a Genova poi meritava di più. Con Beretta hanno trovato entusiasmo e una combinazione di gioco decisamente migliore. Penseranno alla classifica, per noi sarà una delle tante trasferte insidiose».
Insidiosa, sì, ma da vincere a tutti i costi. Anche se nella rosa della Roma continua a «mancare una punta forte fisicamente», quello che ti risolve la partita con la potenza. «È vero - spiega l’allenatore - nei giocatori che abbiamo, non c’è una punta fisicamente importante, nella rosa manca, un attaccante ci avrebbe fatto comodo». Spalletti non sembra comunque affranto. «Se arrivasse a giugno ci darebbe più consistenza anche se non cambierebbe granché il nostro modo di giocare».
Rimanendo in tema di mercato, il tecnico parla anche del mancato trasferimento al Napoli del flop Esposito. «Esposito potrebbe anche tornare utile, ha dovuto smaltire l’infortunio e non è stato possibile usarlo quando c’è stato bisogno. Avrebbe comunque preferito andare altrove...».
Si parla anche di bilanci e di ordine pubblico. Riguardo alla situazione debitoria della Italpetroli, la holding della famiglia Sensi che controlla il club giallorosso Spalletti dice di «vedere i Sensi molto più tranquilli e sereni». Buone notizie insomma. «Hanno i progetti giusti per quanto riguarda il futuro - continua l’allenatore - e si stanno organizzando per migliorare la situazione societaria. Non sono preoccupato e credo che ci siano tutti i presupposti per continuare il progetto Roma». Infine i rinnovi: in primis Mancini. «Ha cominciato a giocare bene dopo la schiarita sul contratto - conclude - si vede che è un ragazzo sensibile».
Recuperato Taddei, la Roma (Juan infortunato, Cicinho e Giuly già bocciati) continua ad essere quella dell’anno scorso. La squadra dei faticatori Taddei e Perrotta e di Totti unico terminale. Non basterà di certo.