Sorpresa: Stakanov esiste e vive nella capitale

Il 28,4 per cento dei romani lavora più di 8 ore al giorno

Meritato riposo. La città semi-vuota, la serrata dei negozi, la completa ripresa delle attività produttive a settembre non si può che spiegare così. Le vacanze dei romani sono la giusta parentesi di svago a un anno che li vede in prima fila «nella trincea del lavoro». Almeno secondo uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, che incorona i romani con il titolo dei più stakanovisti d’Italia. Quasi uno su tre, esattamente il 28,4 per cento, afferma di lavorare oltre 8 ore al giorno. A Milano, solo il 9,8 per cento assicura di lavorare altrettanto, mentre a livello nazionale il dato si assesta al 19,4 per cento. Dati che sfatano un luogo comune, quello che il ritmo di lavoro all’ombra del Cupolone sia più flemmatico e rilassato, rispetto alla frenesia del capoluogo lombardo. Ora resta da vedere se chi «afferma» di lavorare ad oltranza, davvero lo faccia. Ma questa è un’altra storia. Il dato più significativo è che il risultato di questo studio non può essere figlio dello storico campanilismo tra le due città, perché per una volta è l’una a riconoscere un primato all’altra. Sempre lo stesso studio realizzato sulle abitudini giornaliere degli italiani vede i romani tra quelli che spendono meno tempo a tavola, l’83,8 per cento mangia in meno di un’ora, contro il 78,9 per cento degli italiani. E anche qui cade un mito. Eppure Milano continua a confermarsi «la regina della ricchezza nazionale». I romani lavorano, ma sanno vendersi?