Sorpreso in auto dai killer e crivellato con 4 proiettili

Ancora incerta l’identità del morto, trovato con documenti ritenuti falsi

Forse è stato «venduto» dagli amici con i quali aveva passato la sera in un bar dei Navigli, lo sconosciuto fulminato con 4 proiettili da un killer che lo ha sorpreso mentre saliva in auto. Il suo assassino infatti è sceso da un’Opel Corsa, arrivata proprio quando l’uomo stava partendo, e ha appunto esploso i colpi mortali, tutti diretti al torace. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti e della squadra mobile che hanno trovato addosso al morto il documento intestato a un cittadino slavo, Andrei F., di 42 anni. Ma rimangono forti dubbi sulla reale identità della vittima.
Le prime telefonate alle centrali operative sono arrivate verso le 3.20 quando in via Borsi, una traversa di Alzaia Naviglio Pavese, rimbombano alcune detonazioni. Dopo pochi istanti la polizia è davanti al civico 2 dove è parcheggiata una Fiat Bravo, con dentro il cadavere di un uomo. Il morto ha in tasca dei documenti piuttosto vecchi e sbiaditi che lo identificherebbero appunto come un cittadino slavo incensurato. Partono le indagini che in breve consentono agli investigatori di accertare come la vittima abbia trascorso la serata in un bar della zona in compagnia di alcuni slavi. Poi poco dopo le 3 avrebbe salutato gli amici e si sarebbe diretto verso la vettura. Che risulta intestata a un cittadino italiano in queste ore interrogato dagli agenti della mobile.
Il sedicente Andrei F., dunque, apre la porta della Bravo, sale e proprio in quel momento arriva, con una puntualità a dir poco sconcertante, la Opel. Scende il killer, si avvicina alla Fiat ed esplode in rapida successione quattro colpi di calibro 9 che centrano la vittima al torace. L’assassino risale sulla sua vettura che sparisce nella notte sgommando.
Le prime mosse, come sempre, spettano agli specialisti della scientifica che effettuano una serie di accertamenti. Subito dopo il morto viene perquisito, scoprendo nelle sue tasche il passaporto intestato allo slavo quarantaduenne. Un documento che non convince gli investigatori proprio perché corrisponde a un incensurato, mentre le modalità dell’omicidio hanno tutte le caratteristiche del regolamento di conti tra balordi di un certo spessore. I tecnici effettuano poi i rilievi delle impronte digitali i cui risultati vengono inseriti nella banca dati nazionale, ma i risultati sono attesi non prima di questa mattina. E solo con una identità certa della vittima potranno realmente partire le indagini per cercare di identificare, subito dopo, il suo assassino.