Il sorriso della Lega: obiettivi raggiunti

Non una vittoria piena ma di certo un rotondo pareggio in trasferta. Anche se di sorrisi sui volti dei vertici leghisti usciti per una porta secondaria da Villa San Martino ad Arcore ce n’erano pochi: colpa della stanchezza e della tensione per la lunga riunione con Berlusconi e la maggioranza; e colpa della fretta per raggiungere via Bellerio a Milano, dove era stata convocata una segreteria politica del partito. Ma il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli (che domenica La Padania definiva il «grande centravanti della manovra») dopo pochi minuti faceva filtrare la sua soddisfazione: «Il testo è stato migliorato e per la prima volta qualcuno dimostra di fare sul serio contro l’evasione. Ai mercati inviamo un messaggio chiaro: in primis i saldi restano invariati e i termini saranno rispettati. Inoltre, sono stato un buon profeta: i miglioramenti sono stati raggiunti all’unanimità tra le tre forze di governo».
C’è molta Lega nella manovra riveduta e corretta uscita ieri dal vertice di Villa San Martino. Il Carroccio incassa un bel successo sul tema che era diventato il suo cavallo di battaglia nelle ultime settimane, il no alla possibilità di rimodulare il sistema previdenziale, in particolare per quel che riguarda l’ipotesi di alzare l’età pensionabile delle donne. Misura che, si intuisce, resterà nell’agenda dell’esecutivo, ma che per il momento viene accantonata. L’unica modifica che arriva da Arcore su questo argomento è che le pensioni verranno calcolate in base agli effettivi anni di lavoro, escludendo quindi dal calcolo dell’anzianità gli anni relativi all’università e al servizio militare obbligatorio, che manterranno invece la loro validità relativamente al calcolo della pensione. Una modifica non troppo sgradita a Bossi e compagnia, il cui elettorato è composto per buona parte di self-made-man che le aule universitarie non le hanno frequentate granché.
Per il resto, tra molti successi e qualche concessione, il Carroccio esce rafforzato per avere dettato l’agenda della manovra e per essersi accreditata agli occhi del suo popolo come una forza dura ma comunque disposta alla trattativa. Controverso il risultato sugli enti locali: la manovra prevede è vero la soppressione delle Province quali enti statali, contestata duramente dalla Lega, ma rinvia tutto a una legge costituzionale. E un rinvio, si sa, nella logica della politica è una mezza vittoria. Senza contare il fatto che le Province potrebbero anche uscire dalla porta e rientrare dalla finestra: «Le Regioni stabiliranno, ognuna per sé, le modalità di intervento in base alle proprie esigenze così come è avvenuto per le comunità montane», spiega Calderoli. Quanto ai piccoli Comuni, aggiunge il ministro semplificatore, «resteranno i consigli comunali ma verrà tolta l’indennità di presenza o il cosiddetto “gettone”: diventa una sorta di “volontariato civile”. Inoltre dovranno accorpare i servizi: lasciamo loro sei mesi per decidere il modello di unione eliminando anche il limite dei mille abitanti».
Fa esultare il Carroccio invece la riduzione dell’impatto della manovra per Comuni, Province, Regioni e Regioni a statuto speciale. «Abbiamo recuperato per gli enti locali circa due miliardi di euro in meno di tagli, dimezzandoli di fatto - spiega Calderoli - perché a questi va aggiunto il miliardo previsto dalla Robin Tax. Inoltre, i Comuni avranno maggiori responsabilità fiscali: percepiranno il 100 per cento (e non più il 50) di quanto recuperato grazie al loro intervento nella lotta all’evasione». E se sul contributo di solidarietà Calderoli ammette di essere andato incontro alle richieste degli alleati, sull’Iva bottino pieno: «Non c’è un innalzamento - spiega il ministro -. Va preservata per la legge di delega fiscale e non utilizzata per far cassa». Infine, porta il timbro del Carroccio la norma che mira a eliminare le società di comodo. «È parte di quella tassa sull’evasione che la Lega aveva previsto e che non abbiamo potuto presentare tutta in questa manovra», gongola Calderoli. La Lega è viva e vegeta, prendete nota.