Un sorriso, please E la bocca si tradisce

La classica forma a canotto si distingue per rigidità: troppo silicone impedisce i movimenti naturali. Anche zigomi e naso sono spie

da Milano

Fino a qualche anno fa, chi ricorreva al bisturi lo faceva soprattutto per ringiovanire il viso, con lifting, blefaroplastica (la riduzione del grasso e della cute in eccesso sulle palpebre) e rinoplastica, per rimodellare il naso. Oppure, per rendere la bocca più sensuale. Oggi le giovani puntano sul corpo ma, dopo i 40 anni, gli interventi al volto sono ancora i più numerosi. E, quando il ritocco è esagerato, non è difficile da intuire. Le labbra, innanzitutto: non è solo una questione di dimensione ma, soprattutto, di rigidità. Se la sospettata non riesce a muoverle, allora è sicuramente rifatta: i «canotti», infatti, sono stati troppo riempiti di silicone e la struttura dei muscoli risulta alterata, perdendo in duttilità. Quelle labbra così attraenti, in realtà, sono rigide come un tavolo. Ci sono altri dettagli che indicano il volto ritoccato: gli zigomi, ad esempio, che molte donne riempiono nella speranza di «tirare su» la pelle. Uno zigomo troppo rotondo, esagerato rispetto alle proporzioni del viso, è però chiaramente finto: e, per la donna, ha un effetto un po’ mascolino. Più difficile trovare tracce di un lifting o di una blefaroplastica: nel primo caso, la cicatrice è nascosta dietro l’orecchio mentre, nel secondo, la cute delle palpebre guarisce in fretta, senza lasciare segni. Nel caso di una rinoplastica, la cicatrice è praticamente invisibile, perché nascosta nelle narici. Basta però dare un’occhiata al volto nel suo insieme: un naso piccolissimo e alla francese, abbinato a zigomi imperiosi e labbra gonfie, è un «classico» di chi si è fatto ritoccare il viso.