Una sorta di western moderno nell’Aspromonte

da Roma

«La rivoluzione oggi è raccontare il passato, le radici. Perché il futuro è nel passato». Parole di Agostino Saccà che per presentare la fiction L'uomo che sognava con le aquile, in prima serata su Raiuno il 2 e il 3 gennaio, si è lanciato in iperboli quanto mai affascinanti. Per cui la storia del pastore Rocco Ventura (Terence Hill) che ai giorni nostri difende la tradizione della secolare preparazione di un formaggio in Aspromonte dalle avidità del sindaco (Andrea Tidona) che vorrebbe buttare giù la fattoria per costruirci un polo turistico, diventa per Saccà «un vero e proprio western». Terence Hill ringrazia delle accorate parole del capo di Raifiction anche se, dice scherzosamente, «avevo fatto tanto per allontanarmi da quel genere...». E, per non sviare il pubblico, aggiunge correttamente che «si tratta di un film contemporaneo e realista». Al centro della fiction diretta dal bravo Vittorio Sindoni, c'è il piccolo Roberto (Mattia Cinelli) alle prese con le difficoltà matrimoniali dei genitori (Michelle Bonev e Alberto Molinari) che troverà in Terence Hill un secondo padre.