Soru costretto alla ritirata sulla supertassa

Matteo Sacchi

da Milano

Dice di non sentirsi sconfitto, ma per il governatore sardo Renato Soru si tratta nei fatti di una retromarcia sulla «tassa sul lusso». Lui stesso ammette di essere andato troppo oltre per quanto riguarda le esenzioni agli emigranti e ai loro famigliari. Nei prossimi giorni cercherà di modellare la legge ad altri provvedimenti che hanno fatto distinzione tra residenti e non residenti senza però incorrere in rischi di incostituzionalità. E tenterà anche di ridefinire la compartecipazione sui redditi prodotti sull’isola. Viene così incontro alle modifiche imposte da Roma, per rendere meno marcata la differenziazione fiscale tra residenti e turisti. Dopo settimane di polemiche cambia il balzello che aveva suscitato le proteste delle associazioni dei consumatori, degli imprenditori del turismo e dell’opposizione di centrodestra nel consiglio regionale. Il provvedimento, in vigore da giugno, stabilisce un surplus di imposte per i proprietari di case, aerei e yacht, nel caso non siano residenti in Sardegna, e dovrebbe portare nella casse dell’amministrazione isolana tra i 140 e i 150 milioni di euro. Secondo la Regione la sovrattassa è basata «sul presupposto dell’uso per fini privati dell’ambiente». Il governo però, dopo un incontro avvenuto il 6 luglio, in cui sono stati convocati a Roma sia Soru sia l’assessore al Bilancio Pigliaru, ha deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale alcune parti del testo. A essere considerata potenzialmente incostituzionale, contraria quindi al principio di eguaglianza tra i cittadini, sarebbe quella parte del dettato legislativo che concede esenzioni a chiunque sia nato in Sardegna, anche se non ha un domicilio fiscale sull’isola.
Data la delicatezza del tema Soru è stato accolto da una nutrita rappresentanza governativa che ha garantito a Soru, nonostante il ricorso, che sugli altri punti di contrasto tra Stato e regione si arriverà entro breve all’accordo con l’abbattimento di oltre il 60 per cento del contenzioso relativo alle entrate regionali. Si è pensato poi anche alla creazione di una commissione mista, che si insedierà a Cagliari a partire dal 24 luglio e sarà coordinata dal sottosegretario Enrico Letta. Dovrebbe portare alla formalizzazione di una nuova intesa Stato-Regione. Dopo l’incontro di Roma, Soru ha dichiarato: «Si procederà rapidamente. I nostri mutamenti dovrebbero evitare la pronuncia della Corte Costituzionale e portare al ritiro del ricorso governativo». Quel che è certo è che Mister Tiscali sarà costretto a ritocchi pesanti.
Nel frattempo sono proseguite le critiche dell’opposizione: «Un provvedimento molto arrogante la cui legge dovrà essere rivista almeno in parte. Neppure Roma può sostenere un presidente che ha fatto solo del populismo». Viene anche criticato l’atteggiamento di Soru sulle altre questioni relative all’isola. Secondo il deputato Giovanni Marras: «Soru è ritornato dal viaggio della speranza a mani vuote. Nel Dpef approvato dal governo non c’è niente per la Sardegna».