Soru fa contento Veltroni e si compra "L’Unità"

Il patron di Tiscali ha rilevato il quotidiano fondato da Gramsci per 18 milioni di euro. Il leader dei Democratici: via al rilancio con altri progetti editoriali. Tra gli obiettivi del partito c'è anche una tv

Roma - Bistrattati e depressi da anni, i giornalisti dell’Unità ora toccano ferro. Non volendo abbandonarsi subito e incondizionatamente al quaderno dei sogni. Conoscono i loro polli, e il trito ritornello del «se po’ fa» potrebbe suonare oggi persino un po’ menagramo.

Fatto sta che il governatore della Sardegna, Renato Soru, ha firmato ieri mattina il preliminare di compravendita del giornale fondato da Antonio Gramsci. S’è impegnato ad acquistare la testata e la quasi totalità delle azioni per una cifra ancora non dichiarata, ma che si aggirerebbe attorno ai 18 milioni di euro (passività incluse). Inevitabile che la redazione s’attenda ora grandi cose. O, almeno, quanto promesso da Walter Veltroni, attraverso Goffredo Bettini, a pochi giorni dalle elezioni. L’intervento del patròn di Tiscali, imprenditore dal profilo suggestivo, molto vicino a Veltroni, che potrebbe essere affiancato nella gestione da Guido Rossi e Carlo Feltrinelli, fanno immaginare che l’Unità possa davvero godere di un nuovo inizio.

Finora le resistenze degli ex dc della Margherita, che mal sopportavano una testata collegata così pesantemente alla tradizione del Pci, aveva portato il giornale all’asfissia, con un venduto sceso fino alle 50mila copie. I soldi del finanziamento pubblico inoltre facevano gola a tutti, mentre la linea editoriale era considerata troppo ondivaga. Ma la batosta elettorale, assieme all’impegno mostrato da Veltroni, paiono aver cambiato lo scenario. «Si chiude una lunga fase di incertezza finanziaria», ha gioito Walter, che ha spiegato come la «compagine societaria forte» possa (e debba) «sostenere una fase di rilancio del quotidiano». Una nuova «fase di sviluppo e di rafforzamento» che sarà «accompagnata da progetti editoriali innovativi all’altezza delle sfide politiche e di mercato da affrontare».

Più che le solite parole vuote, questi sembrano i solchi entro i quali è invitato a muoversi Soru, che il prossimo 5 giugno avrà in mano la Società editoriale (sarà trasformata in Fondazione). Il governatore sardo si è limitato a dire di «non trovare giusto che il giornale di Gramsci e Berlinguer fosse trattato come una merce qualsiasi». Ma è chiaro che l’acquisto del quotidiano lo rafforza nel Pd, oltre a garantirgli la ricandidatura alle prossime regionali sarde (tanto che in molti, anche i dipietristi lamentano l’evidente conflitto d’interessi).
L’Unità può dunque guardare al futuro, senza che ristrutturazioni o tagli facciano paura. Dovrebbe cambiare anche il direttore (si parla con insistenza della penna più brillante di Repubblica, Concita De Gregorio). Ci saranno sinergie con il mondo delle telecomunicazioni e, soprattutto, con una nuova tv che Veltroni vorrebbe far diventare il fiore all’occhiello del Pd. Ben differente dalla dalemiana Nessuno Tv, l’emittente potrebbe vedersi dirottati i finanziamenti pubblici finora dell’Unità, con una quota minore da destinare alla trasformazione di Europa in settimanale.