Soru mette altri balzelli sul turismo: tassa di soggiorno in Sardegna

Cagliari - Turismo sempre più caro, in Sardegna. Il governatore Renato Soru va avanti sulla strada della tasse seguito da un centrosinistra che rischia così di creare altri gravi danni (non solo d'immagine) all'industria delle vacanze isolana: la giunta regionale introdurrà infatti la tassa di soggiorno per i turisti. Il provvedimento è previsto dalla finanziaria per il 2007 approvata nella tarda serata di ieri dall'esecutivo. Si tratta di una legge quadro che deve essere ancora definita nei dettagli. Si sa solo che l'imposizione della nuova tassa verrà affidata ai Comuni. Confermate, inoltre, le tasse regionali - istituite lo scorso anno - su yacht, aerei e seconde case anche se è stata prevista una rimodulazione che non è stata ancora definita nei dettagli. È previsto che l'imposta per le case entro i due chilometri dalla costa venga pagata anche dai sardi non residenti nell'isola. La rimodulazione della codiddetta "tassa sul lusso" nasconde in realtà la volontà da parte di Soru di rastrellare soldi dai proprietari di seconde case, colpevoli solamente di ver scelto di investire e spendere denaro in Sardegna piuttosto che in altre regioni italiane. Il riferimento è ai singoli proprietari di case e non certo alle grandi società immobiliari. Una tassa, quella sulle seconde case che suscita fortissime perplessità perché non si capisce, ad esempio perché un milanese che ha la casa di vacanze debba pagare una tassa e un sardo che magari ha la casa di proprietà a Cagliari e quella di vacanza poniamo a Palau non debba pagare. Altro problema la distanza dalla costa. Uno sfortunato proprietario di seconda casa naturalmente "straniero" che ha acquistato ad esempio alla Maddalena, nel centro storico quindi non sul mare o su una spiaggia, ma fra strade spesso fatiscenti, sporche e popolate da vandali e teppisti che nessuno tiene sotto controllo da troppo tempo, deve pagare anche se difficilmente sulla piccola isola avrebbe trovato case poste a più di due chilometri dal mare? Chissà. Di sicuro la Sardegna dovrà affrontare, dopo quella del 2006, un'altra estate difficile e ci si chiede quanto dovrà spendere Soru per mettere in piedi campagne d'immagine in gradi di risollevare le sorti dell'isola dopo i danni gravissimi provocati dalla "tassa sul lusso"? Già, perché se i turisti dovranno pagare sempre di più - tenuto conto che anche le tariffe del trasporto aerei e dei traghetti in estate sono carissime - Soru non ha ancora spiegato che cosa migliorerà nella qualità dei servizi per gli ospiti, settore in cui la Sardegna certamente non eccelle.