Soru "regala" a De Benedetti 4 centrali

Il governatore dimissionario della Sardegna, dopo aver deviato perfino
un torrente per favorire l’amico imprenditore, ha approvato a tempo di
record altri progetti dell’ingegnere. Mentre ha bocciato i piani
analoghi di aziende concorrenti

RomaVuoi non dare un posto al sole all’Ingegnere in Sardegna? Cosa non si fa per gli amici... Non è un mistero che tra la famiglia De Benedetti e il dimissionario presidente della Regione Renato Soru esista una liaison ben consolidata. I due in fondo si somigliano, non solo perché entrambi sono ricchissimi e perché entrambi hanno il pallino dei giornali (uno Repubblica, l’altro l’Unità). I due si stimano e si aiutano. L’Ingegnere entra in Tiscali e diventa socio in affari del governatore? Benissimo. Quest’ultimo darà il via libera, in men che non si dica, a un progetto della Sorgenia, società del gruppo Cir: nulla osta alla costruzione di un mega impianto di energia rinnovabile, nella zona di Macchiareddu, a due passi da Cagliari. E per quello stabilimento si può spostare persino un torrente, in fondo che male c’è? Ma i rapporti tra il governatore e le società che fanno capo al gruppo De Benedetti non nascono certo il 15 dicembre scorso, data della firma dell’accordo di programma per lo stabilimento Sorgenia di Macchiareddu.
Tra il maggio e l’ottobre 2006, infatti, una società presenta alla Regione alcuni progetti per la realizzazione di quattro impianti fotovoltaici da 1 megawatt cadauno. In sostanza, un tappeto di pannelli solari da piazzare nella terra dell’Obama di Sanluri. La Regione mica sta con le mani in mano e in quattro e quattr’otto si occupa della faccenda: tra il dicembre 2006 e il febbraio 2007, manco fossero Speedy Gonzales, tutti i progetti superano l’esame. La Regione non eccepisce alcunché e vengono subito esclusi i ricorsi alla Valutazione d’impatto ambientale. La società promossa a pieni voti è la Soluxia, che fa capo alla Sorgenia (Rodolfo De Benedetti presidente), che a sua volta fa capo alla Cir (Carlo De Benedetti presidente). Ottenuto il via libera, si cominciano a piazzare pannelli solari qua è là: sorgono due centrali nel consorzio industriale di Villacidro, una in quello di Marrubiu e una al Casic di Cagliari.
Eppure non è che Soru non stia attento alla sua terra: dice di odiare gli ecomostri, specie se costruiti in riva al mare, e di concedere il via libera alla costruzione di stabilimenti e fabbriche con il contagocce. Non ci credete? Nel luglio del 2007 lo stesso Soru ha bocciato ben 14 progetti praticamente identici a quelli di Soluxia che invece ha avallato. La motivazione del «niet» fa riferimento a precisi «indirizzi», in attuazione del famigerato Piano paesaggistico regionale: una valanga di norme per «proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità della Sardegna». Benissimo. I progetti, si diceva, vengono «stoppati» il 24 luglio 2007 ma gli «indirizzi» per cui questi sono stati bloccati vengono deliberati il 26 luglio 2007, cioè tre giorni dopo la presentazione dell’ultimo prospetto. Strano ma vero.
Ben più «fortunati» quelli di Soluxia e di Sorgenia. È soltanto un caso che siano entrambe aziende della famiglia De Benedetti? Non ci credono molto i fratelli Fabio e Michele Cadau, della Silisol, società che nel 2001 ha acquistato dall’Enel 100 ettari per poter installare una centrale solare, proprio nella zona di Macchiareddu. «Abbiamo presentato il nostro progetto il 6 settembre 2007 ma dalla giunta non abbiamo saputo più nulla. Silenzio di tomba. Eppure tutti i nostri progetti rispondono ai requisiti stabiliti da tutte le più recenti delibere della Regione, sia quella del luglio 2007 che quella del maggio 2008». Insomma, non è che per i De Benedetti Mr. Tiscali abbia un particolare occhio di riguardo? In fondo l’accordo appena firmato con la Sorgenia è più che benevolo per il privato. Certo, il documento, è difficile reperirlo: nel sito internet della Regione non c’è. Sparito, oscurato, nascosto, cancellato. Eppure negli ultimi due anni, al salone europeo della comunicazione pubblica, Soru vinse il premio dell’Oscar del web (miglior sito dell’amministrazione pubblica) e la medaglia della «Qualità dell’impegno comunicativo». Un impegno a corrente alternata.