Sorveglianza 24 ore su 24 al Casilino 900

In attesa del definitivo sgombero, obiettivo definito «a medio termine», ieri è cominciata la bonifica igienico-sanitaria del campo rom Casilino 900. Un’operazione che durerà all’incirca venti giorni, voluta dal Comune dopo le polemiche e le rumorose proteste dei residenti di questi giorni. Lagnanze che hanno convinto il sindaco Alemanno a prevedere, come si legge nel testo del provvedimento, anche il controllo dell’area per 24 ore su 24.
Ad avviare le operazioni sono stati gli uomini dell’VIII gruppo dei vigili urbani guidati dal comandante Antonio Di Maggio, che hanno consegnato agli abitanti l’ordinanza, invitandoli a portare fuori dal campo tutte le auto per permettere alle ruspe di agire con maggiore libertà. Durante la bonifica sarà inibito l’accesso a tutti i veicoli a motore, eccezion fatta per i mezzi di soccorso e quelli delle forze di polizia.
Come lo stesso Campidoglio ha voluto chiarire, l’intervento è stato caldeggiato persino dalla Asl Roma B che, a seguito di un sopralluogo, ha riscontrato seri pericoli per la salute pubblica a causa dei continui roghi di rifiuti e di «altri materiali». Tra questi in prima fila c’è sicuramente il rame, metallo prezioso quotato sul mercato nero a circa quattro euro al chilo. Una cifra in grado di fare gola a tanti, come dimostrato negli anni dai grandi quantitativi sequestrati dai vigili in quell’area.
L’ultimo caso si è registrato lunedì scorso, esattamente il giorno prima della bonifica, quando nel quartiere Don Bosco una nomade di 24 anni e un bambino di 12, entrambi residenti al Casilino 900, sono stati arrestati per furto aggravato dopo che i carabinieri li hanno sorpresi a rubare fili elettrici da un tombino dell’Acea. Cavi che sarebbero finiti in quella terra di nessuno per essere bruciati e, in un secondo momento, trasformati in moneta sonante. Un’attività talmente consueta, quella di forzare i tombini per prelevarne il prezioso contenuto, che ha convinto l’azienda a correre ai ripari e - la notizia è fresca fresca - a chiuderli a chiave. Da piazzale Ostiense confermano la misura, necessaria per tenere a bada i delinquenti. Un provvedimento, peraltro, già adottato negli anni ’90 dalla Telecom.
La novità si è resa necessaria non soltanto per preservare l’«oro rosso», ma anche perché i frequenti furti provocano non pochi disagi alle linee elettriche e una serie di disservizi che Acea, ubbidendo al contratto di servizio siglato con il Campidoglio, è costretta a scontare in penali. Solo nel 2007 sono stati sottratti e sostituiti 95 km di rete, richiedendo il ripristino di ben 8.500 punti luce.
La bonifica con sorveglianza voluta da Alemanno, insomma, servirà a tenere a bada anche chi lucra con queste attività, smerciando decine di quintali di rame. «La situazione che abbiamo ereditato - ha spiegato il primo cittadino - è gravemente degradata. Faremo in modo che già con gli interventi messi in campo al Casilino 900 questo degrado venga contrastato per il bene dei romani e per quello di chi vive nei campi nomadi». Alemanno ha poi aggiunto: «Attraverso l’opera del prefetto e la nostra nei prossimi mesi riusciremo a dare dei netti miglioramenti». Chi invece ha un approccio decisamente meno soft è Marco Marsilio, deputato del Pdl: «In quell’insediamento - ha detto - da almeno tre anni non c’è stato alcun progresso e quindi il responsabile naturale è l’ex sindaco Veltroni che deve spiegare perché la sinistra ci lascia in eredità una capitale in condizioni vergognose e campi ingestibili».
mar.morello@gmail.com